Cosenza, a chi fanno gola gli alberghi di Mimmo Barile? E perché sono finite le coperture in procura?

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Mimmo Barile è tornato agli arresti (domiciliari) dopo appena tre mesi. Aveva appena finito di scontare, a giugno appunto, i quattro anni di condanna che gli erano stati inflitti dalla procura di Catanzaro (perché Cosenza ancora dormiva beatamente) per il “buco” da 500mila euro alla Fondazione Field della Regione ed ecco che stavolta arriva a perseguirlo addirittura la procura della Repubblica di Cosenza, che in tutti questi anni, nonostante le pressanti denunce del fratello Ercole, aveva voltato la faccia dall’altra parte.

Sono in molti a chiedersi in queste ore come mai per Mimmo Barile siano finite le coperture e sia arrivata un’altra batosta. Per quanto se ne sa, l’ex consigliere regionale, dopo aver fatto crescere ad arte i debiti delle aziende di famiglia ed aver provocato il fallimento della Nord Hotel, si stava attivando, una volta eliminati i debiti e il socio “scomodo” ovvero il fratello Ercole, per ripartire da zero con una società milanese e riacquistare l’Hotel Centrale e l’Hotel Executive con una veste completamente “pulita”. C’è di più. Mimmo Barile stava trattando ormai da un paio di mesi con una banca per riprendersi la proprietà dell’Hotel Centrale.In questi mesi, poi, erano accadute ancora altre cose che potrebbero avere indotto la procura di Cosenza a fermare Mimmo Barile. L’imprenditore ha scontato i domiciliari per la vicenda Field nell’abitazione della sua compagna ma a quanto pare il feeling con questa signora si era esaurito da tempo e così, allo scadere della detenzione domiciliare, pare che il Barile abbia fatto trovare alla donna l’armadio completamente svuotato determinando la sua immediata reazione. E come per incanto, il computer (sempre di proprietà della signora) sul quale Barile aveva avuto modo di appuntare notizie importanti rispetto alle sue attività, è finito nella caserma della Guardia di Finanza.Di conseguenza, oggi Mimmo Barile, finito il legame con la signora di cui sopra, si è riappacificato da qualche tempo con la sua prima moglie ovvero Regina Puppio, sorella di Delfina, la moglie del magistrato Vincenzo Luberto. I due, pertanto, sono tornati ad essere cognati a tutti gli effetti e Barile pare proprio che sconterà questa ulteriore pena a casa della signora Puppio come il figliol prodigo di evangelica memoria.

Nel frattempo, erano emersi altri particolari sui rapporti di Mimmo Barile con due consulenti, tali Giovanni Galoppi e Giuseppe Terragoni, già vicini in passato all’Udc e alla famiglia Trematerra. Gran parte delle aziende che sono finite nelle mani di questi soggetti sono andate in bancarotta e c’è chi dice che siano veri e propri specialisti in materia. In questo caso, il loro lavoro è consistito nel convincere il fratello di Mimmo Barile, Ercole, a rivestire il ruolo di amministratore di firma o – se preferite – di testa di legno per ripulire le società dei debiti e levarsi di torno questo socio scomodo che, per come abbiamo ampiamente documentato (e continueremo a fare), ha ripetutamente denunciato le manovre del fratello in procura.

E allora, ritornando a bomba al quesito iniziale, perché sono finite le coperture della procura per Mimmo Barile? C’è chi dice che tutto ruota intorno al suo tentativo di riappropriarsi degli alberghi, che evidentemente fanno gola a qualche altro “furbacchione” meglio piazzato in procura tanto da determinare il suo arresto e quindi la sua “eliminazione”. E c’è da giurare che abbia a che fare con la politica e con altri traffici più o meno illeciti. C’è chi dice che sia un “mammasantissima” piazzato benissimo nel porto delle nebbie, c’è chi dice che sia vicino ad un Cinghiale e, dulcis in fundo, c’è chi dice che abbia a che fare con le cliniche private. Ma per il momento non possiamo dirvi di più.