Cosenza, farmacia dell’Annunziata: quello che Spagnuolo non dice

Foto di Fabrizio Liuzzi

Salve,

chiedo cortesemente di pubblicare nuovamente la notizia del mese di febbraio relativa alla farmacia dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. 

Nonostante numerose denunce, la farmacia UFA continua abusivamente a preparare farmaci, non rispettando le norme di sicurezza.
La procura dorme?
Saluti

 

COSENZA, FARMACIA DELL’ANNUNZIATA: QUELLO CHE SPAGNUOLO NON DICE

Il procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo e il suo aggiunto Marisa Manzini, da tempo indagano sulle magagne dell’ospedale dell’Annunziata. Hanno sequestrato addirittura le sale operatorie (ispirando anche battute umoristiche a Fiorello: Cosenza, anche i virus hanno la mascherina…) e in quest’ultimo periodo hanno dichiarato “guerra” alla farmacia del nostro ospedale.

Capirete da soli che si tratta di piccole manovre per dimostrare alla città che non si grattano e che non pettinano le bambole durante le ore d’ufficio ma è davvero paradossale e grottesco che Spagnuolo non abbia capito come funziona. In effetti, sa tutto sui responsabili di questo disastro ma, per buttare fumo negli occhi dei cosentini, bastano e avanzano questi mezzi sequestri camuffati.

E allora, ci siamo preparati anche noi (non serve essere “archi di scienza!) e siamo in grado di offrirvi un panorama sicuramente più completo di quello che ci propina un procuratore così impresentabile da far assumere il nipote dal sindaco come dirigente alla Cultura in cambio… dell’impunità.

La farmacia di un ospedale è sia il servizio che si occupa di assicurare il rifornimento di medicinali e di altri dispositivi medici per l’ospedale stesso, sia il luogo fisico dove si effettuano tutte le preparazioni per via parenterale dal punto di vista sia nutrizionale che farmacologico. Il farmacista ospedaliero (come specialista), detto anche farmacista clinico, coordina la commissione per la terapia farmacologica ospedaliera e di presidi medico chirurgici e dietetici, interessandosi della erogazione presso i reparti.

L’attività investigativa nasce da alcuni esposti presentati ai carabinieri che segnalavano diverse anomalie.  I carabinieri stanno verificando sia le condizioni igieniche e di sicurezza sul lavoro: si sta valutando la struttura. Al momento si sta controllando anche nel piano superiore come vengono preparati i farmaci. Si valuterà anche la scadenza dei prodotti.

Ricordiamo a Spagnuolo e alla sua pettinatrice di bambole che la farmacia ospedaliera svolge i seguenti compiti:

  • Predisposizione documentazione tecnica per acquisto di medicinali e loro approvvigionamento
  • Distribuzione delle specialità medicinali e dei diagnostici.
  • Vigilanza e controllo sulla gestione dei farmaci nei reparti
  • Distribuzione dei materiali sterili e non sterili, di medicazione, delle siringhe e dei presidi sanitari.
  • Preparazioni galeniche magistrali
  • Controllo analitico, secondo le norme della Farmacopea Ufficiale, delle sostanze medicamentose usate e del materiale di medicazione.
  • Controllo bromatologico e merceologico inerente al servizio ospedaliero.
  • Informazione al Corpo Sanitario delle caratteristiche dei farmaci e nell’uso dei disinfettanti.
  • Rilevazione periodiche dei consumi di medicinali

Le assunzioni e le promozioni avvengono per pubblico concorso. Il titolo di ammissione è la specializzazione in farmacia ospedaliera.

Ora, per evitare di fare il verso a Spagnuolo che ha bisogno di far vedere che fa qualcosa, e ai media, che copiano acriticamente i suoi asettici bollettini, cerchiamo di capire chi è che comanda la baracca in questa benedetta farmacia dell’ospedale dell’Annunziata.

In un posto nel quale tutti (anche Spagnuolo e la Manzini!!!) sanno che comanda il Cinghiale, non c’è dubbio che alla guida di questo servizio ci sia qualcuno che risponde ai suoi ordini. In questo caso si tratta della dottoressa Paola Carnevale, da molto tempo deus ex machina della farmacia dell’Azienda Ospedaliera.

La dottoressa Carnevale, oltre che essere affiliata al Cinghiale (non c’è niente di male, sono centinaia le persone che hanno, loro malgrado, questa “disgrazia”), è sodale in tutto e per tutto anche del Cinghialotto, al secolo Gianfranco Ponzio. Basti pensare che all’interno della farmacia stessa lavorano 3 unità della cooperativa Seatt (quella del Cinghialotto), tra le quali il figlio del dirigente Sebastiano Mauceri dell’ASP, altro storico “cliente” del Cinghiale.

La direttrice della farmacia, poi, ha fatto carte false affinché suo figlio tale Francesco Mazzei risultasse vincitore addirittura di una borsa di studio. Confezionata apposta per lui: nel bando erano previste nientemeno che esclusioni per conflitto d’interessi e guarda caso il vincitore del bando è stato proprio il figlio della dottoressa Carnevale. Roba da pazzi!

In questo settore dell’ospedale, il gruppo del Cinghiale si è organizzato alla grande. Le case farmaceutiche, giusto per fare un esempio, sponsorizzano congressi, che in realtà sono viaggi per loro e per le loro famiglie all’estero. Almeno due volte all’anno: un souvenir.

Passando ad aspetti meno ameni e, purtroppo, più gravi, si può evidenziare anche che i farmaci UFA (chemioterapici) vengono preparati all’interno di due stanze che precedentemente erano utilizzate per l’amministrazione, sopra la farmacia stessa. Questo accade da quando è stata chiusa la farmacia del Mariano Santo, che all’epoca in cui era attiva si occupava di questo tipo di preparazione.

Le stanze non sono idonee sia per le dimensioni (ci lavorano molte persone) sia perché non ci sono le attrezzature necessarie ma soprattutto perché, per preparare i farmaci, occorre rispettare canoni come la temperatura e il controllo biologico.

Per esempio, ci sono farmaci che devono essere conservati mantenendo temperature di meno venti gradi e all’interno della farmacia dell’Annunziata ci sono celle frigorifere obsolete dove questo canone non viene certamente rispettato. Basta fare un controllo sulle imprese di logistica deputate al trasporto, che tutto sono tranne che un esempio di “regolarità”.

E che dire dell’acquisto di prodotti, erogati da fornitori che accreditano molti soldi, che vengono tariffati, proprio per questa ragione, con prezzi raddoppiati rispetto al listino?

Tutte cose risapute da anni, tollerate e che solo adesso vengono alla ribalta grazie all’improvviso attivismo di Spagnuolo, che sarà anche un magistrato intelligente ma non può certo credere che i cosentini abbiano l’anello al naso.

Spagnuò, invece di fare chiacchiere e diffondere fotografie dei NAS al lavoro, cerca di beccare qualche responsabile e, nel frattempo, non disturbare la Manzini per queste futili vicende mentre sta pettinando l’intera collezione delle Barbie d’epoca.

Altro che la farmacia dell’ospedale!