Cosenza, grandi manovre alla cooperativa Seatt: c’è un’altra gara da “vincere”

Il Cinghialotto

Nella giornata di ieri hanno iniziato a far firmare una dichiarazione di NULLA A PRETENDERE ai dipendenti della cooperativa Seatt ovvero l’ufficio di collocamento del Cinghiale nella sanità cosentina. Il motivo è semplice: il titolare, Gianfranco Ponzio detto il Cinghialotto e i suoi scagnozzi hanno un problema da risolvere prima della gara d appalto, altrimenti rischiano di perdere. E questo il Cinghiale e il Cinghialotto non possono proprio “permetterselo”.

NULLA A PRETENDERE PER I DIPENDENTI SEATT – una gara da vincere

La cooperativa Seatt, che presta servizio nell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e nell’Azienda Sanitaria di Cosenza, gestita direttamente per molto tempo da Gianfranco Ponzio alias il Cinghialotto attraverso le sua rete di prestanome, legato a doppio filo con la massoneria, oggi è retta da politicanti come Tiziana Filippo (presidente e nipote dell’ormai famosissimo Dott. Pietro Filippo, il fuoriclasse dei furbetti del cartellino recentemente sputtanato da Le Iene), con l’ausilio dello studio commerciale Tocci (che crea costantemente “contratti di collaborazione” farlocchi per far girare il personale utile ai voti di scambio).

La Seatt venne formata nel 2004 per volontà di Gianfranco Ponzio grazie agli appalti elargiti da Tonino Gentile attraverso i suoi camerieri che si alternavano a capo di Asp e Azienda Ospedaliera. Lavori a tavoletta sia per conto dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza che per conto dell’Asp di Cosenza. Negli anni il Ponzio ha fatto girare milioni e milioni di euro attraverso questa cooperativa.
Nella Seatt, come abbiamo scritto più volte, lavorano decine di figli o comunque congiunti di medici, responsabili, dirigenti, carabinieri, poliziotti e finanzieri: una vera e propria macchina da guerra messa in atto per accaparrarsi decine di milioni di euro.Dicono che l’Ispettorato del Lavoro di Cosenza alla Seatt non può effettuare controlli, vista la caratura dei titolari e dei dipenenti e così oggi, i pupari della cooperativa tornano a prendere in giro i soci/dipendenti, costringendoli – attraverso un finto premio di produzione – a sottoscrivere un ulteriore “nulla a pretendere” per veder cosi, ancora una volta, perdere i propri diritti che, potrebbero invece, vantare, anche, nei confronti degli enti pubblici (Azienda Ospedaliera ed Asp), garanti, solo teoricamente, di un sistema a dir poco alterato. Tutto questo serve per “vincere” l’ennesima gara truccata alla quale parteciperanno solo loro e le ditte “amiche”, pagate regolarmente per “perdere”.

Noi non sappiamo se l’era del Cinghiale Bianco andrà avanti o meno (ma la sensazione, purtroppo, è che continuerà…) ma speriamo ancora che ci sia qualche uomo onesto nelle istituzioni che possa fermare tutto questo. E sappiamo che continueremo a puntare i riflettori su una delle più grandi piaghe della città di Cosenza affinché a questa gentaglia sia restituito tutto con la stessa moneta.

I dipendenti “liberi” della cooperativa Seatt