Cosenza, il cazzaro e le luminarie: l’ennesimo appalto spezzatino per il solito Scarpelli

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Purtroppo non ci riusciamo proprio a dare fiducia ad uno come Occhiuto.

Perché non è mai sincero. La sua malafede è palpabile. Ed ancora una volta tenta di scaricare su gli altri le sue responsabilità. Si sa che Occhiuto deve favori e denaro a Scarpelli della MedLabor. Ma questo diciamo che ce lo siamo inventato noi.

Dove sta allora la malafede di Occhiuto nell’assegnazione, ancora una volta sempre a questa ditta, dei lavori per l’istallazione delle luminarie? Ve lo dico subito: il progetto “Luminarie a Cosentine” è stato approvato con la delibera n. 42 del 19.10.2016 per un importo complessivo di 485.853,82 euro per l’allestimento di tutta la città, quartieri compresi.

L’idea di Occhiuto è quella di fare come fanno a Salerno: le luminarie artistiche in tutta la città come attrattore turistico. Non le solite stelle e Babbo Natale. Infatti cita sempre Salerno quando si parla di luminarie, ma solo per intortarvi. Perché se così fosse sarebbe anche una bella idea. Ma fatta la delibera trovato l’inganno.

I 485.853,82 euro sono le risorse stanziate per il progetto “Luminarie cosentine”, e  come dice la sua stessa delibera sono da impegnarsi in una idea totale di illuminazione artistica di tutta la città.

Un sindaco serio, onesto, senza debiti, e che vuole realizzare veramente l’idea che fa? Prepara una gara pubblica e impegna la totalità della somma nel miglior progetto complessivo che in tanti possono presentare, visto che parliamo di arte e non di lucine colorate. Un progetto che abbia un filo conduttore artistico per tutta la città. Come fanno a Salerno.

med1Invece Occhiuto, che non è un sindaco serio, né onesto, ma pieno di debiti che fa? Dai 485.853,82 euro del progetto, estrapola, 126.845 euro e in maniera diretta li affida alla MedLabor. O meglio, dice ai dirigenti di preparare un affidamento diretto alla ditta e i sodali preparano la “gara al ribasso” per la sola “illuminazione” di piazza Bilotti.

Invitano 14 ditte alla gara, ma ne partecipano solo due: la MedLabor e un’altra che in genere fa da specchietto. Giusto per non  farla sporca. Ad aggiudicarsi la gara come tutti sappiamo è stata la MedLabor, che dovrà illuminare piazza Bilotti con 51.341 euro più IVA, con un ribasso del 51,659%. Più della metà della base d’asta. Un ribasso che ha generato un risparmio per il Comune di 63.023,98 euro. Che teoricamente dovrebbero ritornare nelle casse del progetto “Luminarie cosentine”.

medMa vedrete che le economie del ribasso saranno riutilizzate e “donate”, con la scusa “dell’opera aggiuntiva”, sempre alla MedLabor. Una finta gara con un finto ribasso,  perché la MedLabor si papperà, alla fine, tutti i 126.845 euro che al netto degli oneri e dell’Iva è la somma messa a “gara”. Un classico che tutti i magistrati seri ed onesti conoscono.

Ma la malafede di Occhiuto non si ferma qui. Perché la domanda principale è: perché ha spezzettato di nuovo questo appalto? Se la sua stessa delibera parla di un unico progetto di luminarie per i cosentini, come spiega la necessità di stornare un terzo del totale della somma impegnata per questo progetto (485.853,82 euro), solo per piazza Bilotti?

Perché non fa un’ unica gara come sarebbe giusto? La necessità di stornare questa cifra non si può certo giustificare con “l’arte”. La continuità del messaggio artistico è in relazione alla visione totale del progetto artistico, che è il presupposto di ogni “installazione artistica”. Ed è di questo che parla il suo progetto “Luminarie cosentine”. Scrive questo per darsi il tono da architetto ed artista, ma poi l’unica cosa che sa  fare sono gli appalti spezzatino per apparare i suoi debiti.

Che dirvi cosentini, io non ho più esempi da farvi. Se non è becero opportunismo questo di Occhiuto, ditemi voi cos’è! Alla sua malafede non c’è mai fine.

GdD