Cosenza, il Consiglio di Stato dà ragione ai dirigenti “tagliati” da Occhiuto: e ora?

Non appena insediato, nell’ormai lontano 2011, uno dei primi atti firmati dal sindaco Mario Occhiuto, fu quello di sospendere le “procedure” del pubblico concorso per 4 posti di dirigente amministrativo/finanziario e 7 posti da dirigente tecnico già espletato con annessa graduatoria. Occhiuto firmò la revoca della procedura concorsuale in autotutela – con determina n. 1276 del 27/07/2011 a firma del dirigente avv. Lucio Sconza – avvalendosi delle prerogative che la legge concede ai sindaci in materia di “assunzione” diretta di personale. Una “determina” che aveva uno scopo preciso: eliminare i legittimi vincitori del concorso per sistemare nei posti chiave dell’amministrazione pubblica i suoi fedelissimi. Del resto affidare la gestione di importanti dipartimenti amministrativi a persone “sconosciute”, con il rischio di non poter predisporre tutti gli intrallazzi che da qui in poi la banda Occhiuto porrà in essere, non era contemplato nei piani di Occhiuto che sul Comune aveva intenzione di scaricare tutti i suoi milionari debiti. Così come è avvenuto.

Ed infatti con provvedimento sindacale del 13 giugno 2011, Occhiuto conferisce gli incarichi dirigenziali a Sconza Lucio, Cucunato Domenico, Tucci Lorenza. Che così motiva: “si è ritenuto individuare le persone dell’avv. Sconza, dell’arch. Cucunato e dell’arch. Tucci, aventi i provati requisiti di capacità e professionalità … documentate idoneamente nel curriculum in atti”. Ai tre successivamente si aggiungerà Carmine Potestio.

I quattro dirigenti nominati da Occhiuto restano in carica, occupando un posto che non gli spettava a danno di altri, per tutta la prima consiliatura, sempre nella totale impunità. Dopo arrivarono le nuove assunzioni targate sempre Occhiuto: De Rose, Nardi, Converso, Calabrese e Campanella.

Insomma al posto dei legittimi vincitori del concorso Occhiuto sistema i suoi uomini strafregandosene della legge e dei diritti dei vincitori del concorso.

Oggi il Consiglio di Stato boccia la scellerata e illegale scelta di Occhiuto di sospendere le assunzione dei vincitori del concorso, e dice: «Nell’eseguire la seguente sentenza, il comune di Cosenza dovrà approvare le graduatorie dei concorsi illegittimamente revocati e procedere all’immissione in ruolo dei vincitori sulla base dei posti dirigenziali in organico disponibili».

Esattamente quello che avevamo scritto noi nel lontano 30 maggio del 2016. http://www.iacchite.com/cosenza-corrotta-sconza-cucunato-tucci-e-potestio-non-potevano-essere-nominati-dirigenti/

Ora è chiara a tutti la strategia usata da Occhiuto: utilizzare il Comune di Cosenza come il suo personale bancomat. Operazione che ha potuto portare a termine solo con l’avallo e la complicità dei dirigenti comunali al suo servizio piazzati nei posti strategici dell’amministrazione comunale. E questa storia lo dimostra ampiamente e senza ombra di dubbio. Altrimenti perché revocare il concorso? Perchè non assumere chi legalmente e legittimamente aveva vinto un concorso?

Se così fino ad oggi è stato, se Occhiuto ha violato sistematicamente legge e regole al fine di procurarsi indebito guadagno, lo dobbiamo solo alle coperture di cui ha goduto per tanto tempo in procura.  Emblematico in questa triste storia di abusi e soprusi è l’assunzione a dirigente alla cultura del Comune di Cosenza del nipote del procurate capo Spagnuolo, Giampaolo Calabrese. Perciò la procura non ha mai indagato su queste ingiuste assunzioni.

Di seguito alcuni dei nomi dei legittimi vincitori del concorso a cui è stato usurpato il posto di lavoro.

Antonella Rino; Alessia Loise; Walter Bloise; Annarita Pellicori; Gabriele Alitto