Cosenza, il dirigente pubblico Giovanni De Rose rifiuta la (nostra) bustarella

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Il dirigente pubblico Giovanni De Rose, assunto al Comune senza concorso, direttamente da Occhiuto, ci fa sapere di aver rifiutato la nostra offerta di 2.500 euro di bustarella per annullare il contratto di fitto al potente Pianini di 12.000 euro al mese, per due appartamenti fatiscenti in via Rivocati 130.

Ci manda a dire che non gli conviene accettare la nostra bustarella, perché con Pianini si trova meglio. Dice che non possiamo competere con Pianini perché tra ristorante, bar, pizzeria, edicola, e supermercato, lui ci guadagna molto di più. Può andare lì ogni volta che vuole e consumare quello che gli pare, fare la spesa, senza mai passare dalla cassa. Cosa che noi non possiamo garantirgli. E poi, ci fa sapere: “se annullo questo contratto, chi risarcisce Occhiuto del mancato introito derivante dalle bustarelle di Pianini?”. Altra cosa che noi non possiamo garantire.

Ma non si ferma qui il dirigente pubblico Giovanni De Rose. Senza giri di parole ci ha mandato a dire che quella portata avanti da Cipparrone è solo una messa in scena, concordata con Pianini e Occhiuto, per calmare un po’ gli animi che in questo ultimo periodo, per via dei nostri articoli, si sono agitati. I cosentini tutti, oramai vedono questo contratto di 12.000 euro di Pianini che paghiamo da decenni come uno schiaffo alla miseria. E per far vedere alla gente che qualcosa si muove, Occhiuto ha chiesto a Cipparrone di organizzare la pagliacciata del sopralluogo e del ritiro del contratto. Ma solo per far abboccare la gente.

Dal canto suo Cipparrone, smentendo il dirigente pubblico De Rose, annuncia che la battaglia continua e che ha convocato lo stesso in “Commissione Controllo e Garanzia”, che il consigliere presiede, per giorno 15 dicembre alle ore 11,30, per chiedergli: come mai per annullare questo contratto non è ancora stato fatto niente? Perché non risponde alle missive che le sono state inviate, su questo argomento, dalle commissioni consiliari? Come mai non si è ancora provveduto a sistemare i due impiegati che stazionano nel palazzo? Chi si prende le responsabilità, visto che in quel palazzo niente è a norma, se malauguratamente dovesse succedere qualcosa?

Questa volta senza se e senza ma crediamo alle parole di Giovanni Cipparrone, che per quanto possa essere un canguro che salta di qua e di là, è una persona che ben conosce e capisce la povertà. E mai si permetterebbe di scherzare o giocare con la miseria. E questo a Cipparrone va riconosciuto.

Sa che questa battaglia è una cosa seria, perché interessa famiglie povere e in difficoltà. E siamo convinti che giorno 15 dicembre Cipparrone non permetterà più all’amministrazione Occhiuto di umiliare le famiglie che in quel fatiscente e non a norma palazzo vivono. E porrà fine a questo sperpero di denaro pubblico che da tempo è andato oltre la misura che la pubblica pazienza può reggere.