Cosenza, il Parco del Malessere e la Metro

Il Parco del Malessere e la Metrotramvia  

COMITATO NOMETRO

Continuiamo a sentir parlare del “Parco del Benessere”, rinominato realisticamente “il Parco del MALESSERE”, come unica soluzione ai problemi di una cittadinanza stretta nella morsa dell’emergenza abitativa, della disoccupazione, della povertà, di una cementificazione selvaggia, di un centro storico che crolla, di una periferia sempre più emarginata, di una viabilità che rasenta l’invivibilità, di strumenti avveniristici che mirano a far cassa per il comune ma lasciano vuote le casse dei commercianti.

Ma di cosa parlano i sindaci di Rende e Cosenza? Vivono le nostre città o sono mentalmente in Svizzera?

Il grande POLMONE VERDE, così definito da colui che continua a cementificare piazze e costruire ponti inutili. Le spese per il verde urbano risultano essere pari allo 0,58% di 160 milioni di euro, ovvero appena 489 mila euro, da ripartire ulteriormente tra i comuni di Cosenza e Rende. Al momento non risultano essere stanziati altri fondi pubblici per il verde sul Viale Parco, quindi ci troveremo qualche siepe in più tra un treno ed i pullman che transiteranno sulla corsia di emergenza lungo il parco del malessere. Quali sono i benefici per l’ambiente di cui parlano?

NESSUN BENEFICIO ALL’AMBIENTE. Dai documenti progettuali si evince che il rumore di fondo prodotto dalla metrotramvia non scenderà mai sotto i 68 decibel, valore ben al di sopra della soglia dei 65 decibel, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come potenzialmente in grado di provocare danni alla salute umana. In prossimità di curve a gomito (es. Roges di Rende), i progettisti stimano livelli di esposizione ai rumori ed alle vibrazioni addirittura superiori a 75 decibel. Inoltre, buona parte delle alberature su Viale Parco e nel Comune di Rende (Es. Viale della Resistenza, Via Don Minzoni, Zona Metropolis) dovranno essere abbattute per far posto alle stazioni o per evitare intralci a cavi e cordoli.

160 milioni di euro rappresentano il benessere per pochi, nessun beneficio tornerà ai cittadini, anzi, gli indicatori finanziari contenuti nel progetto sono tutti negativi, segno che le perdite d’esercizio si trasformeranno in debiti, che però finora la Regione Calabria non ha mai inteso divulgare, costi che graveranno per il 35% sull’utenza. Inoltre, per giustificare l’utilità dell’opera, il bacino d’utenza della metrotramvia, è stato largamente sovrastimato. Nel progetto non si fa riferimento alla reale situazione demografica dell’area urbana, infatti, Cosenza viene descritta come «una città con una popolazione di 70.000 abitanti», mentre la popolazione permanente di Rende è definita «altrettanto numerosa».  Tutto ciò per giustificare un’utenza di ca 40 mila passeggeri al giorno affinché il progetto risulti sostenibile economicamente.IL BLUFF DELLE OPERE COMPENSATIVE: I fondi per la realizzazione di stazioni di bike-sharing e car-sharing, nonché la fornitura di vetture e biciclette promesse ai Comuni di Cosenza e di Rende come parte dell’accordo, non sono fondi aggiuntivi bensì fondi già previsti nell’ambito dal programma «Agenda Urbana 2014-20». Discorso analogo per lo svincolo autostradale di Settimo di Rende e per la Nuova Stazione Ferroviaria di Quattromiglia di Rende, per la cui realizzazione la Regione Calabria non ha alcun potere d’intervenire. Inoltre la presunta riqualificazione del quartiere Santa Lucia lotto 2 si riferisce solo alla «ripresa del procedimento» e non, invece, ai lavori di riqualificazione per come si è voluto far intendere.

NESSUNA SOLUZIONE AI PROBLEMI DI MOBILITA’: Nella fase di avvio, la metrotramvia conterà 3 corse/ora sulla tratta Due Fiumi-Unical, 3 corse/ora sulla tratta Ospedale-Due Fiumi-Unical, e 2 corse/ora sulla tratta Due Fiumi-Vaglio Lise-Unical. Il servizio sarà ridotto alla metà nelle fasce serali, nei giorni festivi e nelle ore non di punta dei giorni feriali, con orari di servizio compresi tra le ore 8 e le 20. Questo vuol dire che i tempi di attesa per andare alla stazione di Cosenza saranno di 20 minuti nelle ore di punta e di 30 minuti nelle ore di fascia morbida. Le contrade e le periferie dei Comuni di Cosenza e Rende non saranno comunque raggiunti dal servizio. Anche i tempi di percorrenza sono sottostimati, per spostarsi sui 10 km dell’intero percorso, Due Fiumi- Unical, considerando anche le soste, si stima un tempo di 45 minuti, per essere ottimisti.

UN INIZIO SENZA FINE: annunci dell’inizio lavori, titoli di giornali, cantierizzazione imminente e poi si rinvia, “per nostra fortuna”. Attenzione però, che l’Europa non regala niente. Se i fondi comunitari non vengono spesi entro il 31 dicembre 2021, la Regione Calabria dovrà farsi carico dei costi di realizzazione dell’opera, quindi pagheremo NOI TUTTI. Il Comitato di sorveglianza in data 22 giugno 2017, ha affermato che «l’avvio dei lavori è previsto per novembre 2017». Dopo pochi giorni, il 25 luglio 2017, la Regione Calabria ha stipulato il contratto per la redazione della progettazione esecutiva, secondo cui l’azienda aveva 60 giorni per ultimarla, ma – a quasi un anno di distanza – non risulta ancora completata. Nell’ultima riunione del Comitato di Sorveglianza del POR Calabria tenutasi a Reggio Calabria, il 2 febbraio 2018, è stato detto che «il perfezionamento della progettazione esecutiva era previsto entro il mese di gennaio 2018». Anche questa scadenza è trascorsa inutilmente, segno evidente della presenza di problemi connessi alla realizzazione dell’opera, la cui durata è fissata in 900 giorni. I conti non tornano, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo scempio di denaro e ambientale.

Basta fumo negli occhi. I cittadini/elettori non sono stupidi, nel corso degli anni abbiamo ampiamente dimostrato, come Comitato NoMetro, di non essere contro a prescindere.

Con l’ausilio di comprovati esperti universitari, abbiamo:

– avanzato negli anni numerose proposte di trasporto pubblico alternativo alla metrotramvia, tra cui la rimodulazione dei fondi per l’acquisto di autobus elettrici o l’utilizzo del vecchio tracciato.-Ci siamo fatti promotori di numerose interpellanze parlamentari in Italia ed in Europa nel corso degli ultimi anni.

– Nell’ultimo anno è stato depositato un’informativa all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per segnalare il danno erariale che si abbatterà sulle casse comunali e regionali.

– organizzato incontri in piazza e dibattiti, motivando le nostre richieste e le nostre proposte

– depositato una richiesta di petizione popolare all’Ufficio Protocollo del Comune di Cosenza, per come previsto dallo Statuto Comunale, ma ad oggi il Sindaco Occhiuto è inadempiente.

– richiesto l’intervento alla Prefettura di Cosenza, affinché il Comune rispettasse quanto previsto dallo Statuto Comunale, ma neanche la sollecitazione della Prefettura ha sortito alcun effetto. Il Sindaco non vuole ascoltare i cittadini in barba a tutte le leggi.

E’ arrivato il momento di riappropriarci della democrazia e della nostra città.

Chiameremo a raccolta cittadini, comitati, movimenti per manifestare la volontà di un’intera città nel contrastare un’opera inutile e dannosa.

COMITATO NO METRO