Cosenza, il sindaco della Porsche in corsa per la Calabria

di Lucio Musolino

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Il fratello Roberto è deputato di Forza Italia, così come la coordinatrice calabrese del partito Jole Santelli che è pure il suo vicesindaco. Con questo pedigree a Cosenza Mario Occhiuto può tutto: accendere un leasing di oltre 100 mila euro per una Porsche e non pagare le rate, ma anche non retribuire i propri collaboratori costretti a sventolare decreti ingiuntivi. Per non parlare del milione di euro che Equitalia fa fatica a recuperare perché il Comune di Cosenza, di cui è sindaco, non si è mai attivato per il pignoramento del suo stipendio. Il Tribunale ha condannato l’ente e, anche se per il suo avvocato è uno “scenario improbabile”, adesso saranno i cosentini, con le loro casse, a pagare i debiti di Occhiuto.

UN PASSATO NELL’UDC e un presente in Forza Italia, a parte un breve periodo nel 2016, da sette anni Occhiuto è sempre sindaco. E’ architetto di successo grazie alle sue entrature con l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Il loro rapporto risale al 2008, con Occhiuto intento a curare il masterplan per Huai Rom, città satellite di Pechino e punto centrale del programma di cooperazione ambientale italo-cinese attivato proprio da Clini. Era un periodo in cui i due, Occhiuto e Clini, sembravano una cosa sola. Grandi progetti per il sindaco, che nel 2010 ha curato addirittura una mostra all’Expo di Shangai, e un posto di assessore a Palazzo dei Bruzi per Martina Hauser, la “zarina dei Balcani” un tempo moglie di Andrija Jovicevic (l’ex ministro della polizia nel Montenegro) e oggi compagna proprio del potente Clini. Sono gli anni d’oro per Mario Occhiuto, lontani da quel luglio 1994 quando il giovane architetto e amministratore della Secop era finito in carcere assieme all’ex segretario regionale della Dc Franco Petramala, all’epoca potentissimo commissario straordinario dell’Usl di Cosenza. Per i pm l’appalto dei lavori di manutenzione e ristrutturazione dell’ospedale dell’Annunziata era truccato: bando cucito addosso a Secop che, in meno di un anno e mezzo, ha intascato circa 15 miliardi di lire. Accusati di concorso in abuso d’ufficio. turbativa d’asta e falso ideologico, Petramala e Occhiuto, tra un rinvio e un altro, nel 2002 brindarono alla prescrizione.

Mario Occhiuto nel 1994

Scampata la condanna Occhiuto nel 2011 fu eletto sindaco e, a detta del pentito Adolfo Foggetti, per lui la campagna elettorale la fece Claudio Perna, per la ‘ndrangheta. Accuse che Occhiuto ha sempre respinto. Così come in questi giorni sta “respingendo” Nemo di Rai2: un servizio del cronista Nello Trocchia ha segnalato l’utilizzo di fondi regionali “Gescal”, destinati all’edilizia popolare, per la costruzione del ponte di Calatrava. Sono stati intervistati alcuni disabili che vivono in condizioni disagiate e che, dopo le testimonianze a Nemo, hanno ricevuto la visita di un vigile urbano il quale “armato” di telecamera ha cercato di “far smentire” il reportage.

Ma a Cosenza la geografia dei partiti assomiglia agli stati di famiglia. Come i fratelli Pino e Tonino Gentile (ex Ncd) e come i coniugi Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio (Pd), anche Mario e Roberto Occhiuto hanno gestito, e gestiscono, un pezzo di potere che li ha consacrati nell’Olimpo della politica calabrese. Questo nonostante un Comune alla canna del gas per i debiti fuori bilancio e nonostante la “caporetto” del 4 marzo. Forza Italia ha blindato i seggi di Roberto Occhiuto e Jole Santelli. Ventimila voti a Cosenza sono però una miseria ma Mario Occhiuto vuole andare avanti e parla di cambiamento: “Sono pronto a candidarmi a governatore della Calabria nel 2019”.