Cosenza, incarichi legali all’ASP. L’avvocato Greco scrive a Scura. “I soliti noti continuano a fare soldi”

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Emilio Greco scrive a Scura:”Intervenire su pratiche legali sanità. Asp Cosenza esempio negativo”

L’ex presidente vicario dell’ordine degli avvocati di Cosenza, Emilio Greco, ha scritto una lettera al commissario straordinario per il piano di rientro dal disavanzo sanitario, Massimo Scura, per chiedere “provvedimenti certi e immediati in favore del principio sacrosanto della rotazione degli incarichi legali nelle aziende sanitarie e ospedaliere, con particolare riferimento a Cosenza “.

“Molti avvocati calabresi, e cosentini in particolare, hanno difficoltà finanche a pagare la cassa forense, pur essendo capaci e meritevoli. Tutto questo accade mentre le Asp -prosegue Greco – soprattutto quella di Cosenza, conferiscono incarichi con parcelle d’oro a pochi privilegiati.

Addirittura, incarichi dinanzi al Tar vengono assegnati a penalisti, evidentemente legati da “fraterna amicizia” nei confronti dei manager. La cosa che ci sorprende è che a fronte di queste spese – prosegue Greco – il management dell’Asp, lamentandosi dello scarso organico, ha addirittura demansionato un collega iscritto all’albo speciale, e non si è mai preoccupato di bandire concorsi per avvocati.

La pubblica amministrazione appartiene a tutti – continua Greco – e la gran mole di contenzioso dell’Asp è riferita a cause o addirittura domiciliazioni che certo non richiedono una specializzazione particolare. Da avvocato penalista sorvolo per carità di Patria su alcune recenti vicende che hanno riguardato sentenze e transazioni su cui peraltro indaga la Procura, né voglio fare accenno alla conclamata situazione di incompatibilità in cui versa l’attuale direttore generale di Cosenza, che non ha dichiarato un contenzioso in corso.

Gli avvocati sono veramente “depressi” e non possono farsi riconoscere da nessuno questo stato, mentre si consumano arbitrii in loro danno. Ciò che le chiedo – conclude Greco rivolgendosi a Scura – è di porre fine a questo stillicidio che offende tantissimi colleghi e il loro legittimo diritto ad ambire a un incarico pubblico, senza vedere i soliti noti arricchirsi”.

Emilio Greco