Cosenza, la città dice no alla metropappa: la manifestazione di settembre

Mentre i cosentini attendono che lo squallido cazzaro recepisca la sentenza del Tar e riapra il Viale Parco che ha chiuso illegalmente, è giusto ricordare il punto più alto della battaglia dei cittadini onesti che si oppongono agli affari dei papponi della politica. Era il 21 settembre e centinaia di cosentini scesero in piazza per dire no alla metropappa e alla chiusura del viale. Fu proprio allora, all’indomani della cervellotica chiusura del Viale (avvenuta l’8 settembre) e della manifestazione, che Milena Gabriele decise di ricorrere al Tar e di iniziare la sua battaglia legale contro il cazzaro. 

COSENZA, 21 SETTEMBRE 2018

Una bella protesta di popolo: collettiva, colorata e corale. Il corteo e la raccolta di firme contro la metropappa è stata una significativa prova di forza dell’altra città, quella che si oppone alle bugie e agli affari del sistema di potere. Una protesta dalle mille sfaccettature, rappresentata dalle anime del Comitato No Metro, dai movimenti, dalle associazioni, dai rappresentanti del Movimento Cinquestelle che non hanno fatto mancare la loro presenza, ma soprattutto dai semplici cittadini che non hanno a che fare con la politica ma che non ne possono più dei disagi e delle contraddizioni di una grande opera che serve solo ai potenti. Compresi i tanti commercianti che stanno registrando gravissime perdite economiche.

I numeri poi sono importanti: senza voler entrare nel vortice delle stime, il serpentone che si è snodato da “I Due Fiumi” verso via Arabia è stato animato da almeno un migliaio di persone, che sono passate nel centro della città con un atteggiamento disincantato ma consapevole. I ragazzi del Comitato Prendocasa, di Rifondazione e Potere al popolo, quelli meno giovani dell’Usb, di Ciroma e di Cosenza in Comune sono stati costantemente in prima linea e si sono organizzati per la raccolta delle firme, scandendo i tempi della manifestazione. Tra gli attivisti del Movimento Cinquestelle sono spuntati, com’era logico prevedere, sia il senatore Morra che la deputata Anna Laura Orrico ma lo hanno fatto in sordina, senza calamitare attenzioni. Ad un certo punto si era sparsa la voce che potesse arrivare anche il sindaco cazzaro ma per fortuna si era trattato solo di un falso allarme. Su via Arabia qualche breve intervento al microfono e la raccolta delle firme, che ha “conquistato” al volo anche tanti cosentini che non hanno partecipato al corteo ma erano evidentemente solidali con la protesta.

L’altra città in sostanza si è materializzata, è uscita fuori allo scoperto abbandonando tastiere e smartphone e dando voce all’indignazione popolare. Per due ore ci si è riappropriati di una città sfregiata e sfigurata che non è quella che vogliamo. Il messaggio è arrivato forte e chiaro e siamo ancora all’inizio. 

LE VOCI DELLA PROTESTA

Matteo Olivieri: Il disastro di questa situazione stradale a Cosenza è addebitabile solo ed esclusivamente ad Occhiuto, che ha chiuso la principale via di collegamento veloce in assenza di un progetto di viabilità alternativa e senza che ci sia ancora alcun progetto esecutivo regolarmente approvato. Peraltro, nell’accordo di programma si parla di cantieri mobili per ridurre al minimo i disagi per i cittadini, ma qui lui ha chiuso un intero tratto di 2 km, mettendo a rischio anche la sicurezza delle persone, perché si stanno verificando anche 2 incidenti stradali al giorno sempre nello stesso incrocio in zona Cristo Re.

Maria Grazia Cavaliere: Oggi guardavo il Viale da dietro quella rete arancione fetente, e mi faceva una tristezza, ma una tristezza…perché quel posto oltre ad essere utile così com’è, ora è diventato proprio bello, gli alberi grandi, il prato verde compatto, una meraviglia e vogliono distruggerlo.
Per cosa poi ?
Per la Metro a Cosenza che costerà tantissimi milioni di euro e un serva a nente se non a qualche pappone che si troverà piene le tasche e la mangiatoia a breve.
E jamu jà che davvero la pazzia regna sovrana e il Signore vaddi fa cada i manu, nota punizione divina per i ladri.
Oggi alla manifestazione eravamo in tanti e le firme che raccoglieremo contro la Metro saranno tantissime a costo di girare casa per casa.Giuseppe Bornino: Uno straripante fiume di spirito civico e senso di responsabilità. Oggi tutta Cosenza ci ha messo la faccia, oggi più che mai siamo tutti #NoMetro. Chiaro Mario&Mario S.p.A.?

Gino Valle: I cosentini e i rendesi non vogliono una MEGA opera INVASIVA, imposta dall’alto, che STRAZIERA’ Cosenza e Rende. La STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI NON POTREBBERO UTILIZZARE la metrotramvia (per limiti di tracciato, tempi di percorrenza elevati , ecc..). Inoltre la metrotramvia paralizzerebbe PER SEMPRE il traffico sulle arterie più importanti.

Silvio Reda: Oltretutto sebbene questa opera serva solo a pochi… si deve distruggere un’opera esistente, costruita neanche 10 anni fa per fare cosa? Rendere la città caotica? Distruggere le attività produttive di tutta l’area interessata?

Cinzia Ferraro: Gridate alla Democrazia, gridate alla libertà, gridate sino a far sentire un solo ECO così forte da arrivare alle orecchie di tutti quelli che non potranno esserci, dicendo basta a tutti questi abusivismi concessi per altri tipi di favori, gridate ai vostri diritti ed alla dignità tolta, gridate e denunciate tutto ciò che subite e tutto quello di cui ai vostri occhi sa di illegittimo come questa Metro che non vogliamo…