Cosenza, la denuncia di Animal Amnesty: “Impiccati senza un perché”

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Lettera ai cittadini

IMPICCATI SENZA UN PERCHE’

Queste due foto che ci sono state recapitate mostrano tutto l’orrore del quale è capace l’uomo. Siamo in Calabria, ma potrebbero essere state scattate in una qualunque altra regione perché, come dimostrano gli innumerevoli episodi dei quali si ha notizia, la crudeltà non ha latitudine.

Un cucciolo di volpe e un cane con collare, ritrovati in due momenti diversi e in due zone distanti tra loro vari chilometri, appesi a un albero. Non vorremmo mai vedere immagini così, e – come noi – tanti altri che condividono il nostro senso di compassione nei confronti di chi non ha gli strumenti per difendersi. Ma abbiamo scelto di rendere pubbliche le foto e indicare i luoghi dei ritrovamenti perché crediamo che non sia giusto operare censura su episodi che, al contrario, è necessario siano resi pubblici.Chi si sarà trovato, almeno una volta nella sua vita, a passare per questi due luoghi, sappia che, sui suoi stessi passi, è transitato uno o più assassini. E sappia che l’unico strumento per contrastare tale reato (perché di reato si tratta) è sollevare il velo su ciò che succede. Non dobbiamo passare oltre, cercando di dimenticare al più presto la scena raccapricciante, nascondendoci dietro l’alibi che “queste cose succedono; sono solo menti malate”. Partire dall’assunto che la vita di un cane o di una volpe abbia meno valore della nostra, giustifica qualunque maltrattamento, tortura, uccisione.

E l’omertà è il male estremo.

Chi non ricorda l’uccisione di Angelo, il randagio di Sangineto? In quel caso, che ha portato alla condanna dei quattro assassini, sono stati loro stessi praticamente ad autodenunciarsi, pubblicando in Rete il video della morte. Il caso sarebbe scoppiato in tutta la sua portata senza quel video? Forse, il corpo di Angelo non sarebbe mai stato trovato. O forse si. Ma si sarebbe commentato, appunto, come “queste cose succedono; sono solo menti malate”…

Allora indignamoci anche per queste due morti. Un cane e un piccolo di volpe che hanno avuto, come unica colpa, quella di incrociare la strada di un assassino.

I ritrovamenti sono stati fatti in provincia di Cosenza.

– Il cucciolo di volpe sulla vecchia direttrice Paola – Cosenza, nei boschi che costeggiano il torrente Sproviero, in prossimità di un ponte.

– Il corpo del cane sulla strada che, da Cerisano, porta a Monte Cocuzzo.

Ufficio stampa Animal Amnesty