Cosenza, la fine del clan “Rango-zingari”: arresti per droga, estorsioni e alloggi popolari

Maurizio Rango
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La DDA di Catanzaro ha dato il via da qualche ora all’operazione denominata “Doomsday 2”, che in pratica mette la parola fine al percorso del clan Rango-zingari.

Con intercettazioni, pedinamenti, riprese e riscontri sono stati ricostruiti gli ultimi anni di egemonia della cosca nel territorio cosentino. Com’è noto, il pentimento di Adolfo Foggetti, Franco Bruzzese e Daniele Lamanna ha fatto ricadere tutte le colpe sul solo “big” Maurizio Rango e sui suoi luogotenenti che ancora erano rimasti in libertà.

La DDA, grazie a tutte le “cantate” dei pentiti, si è concentrata sullo spaccio organizzato di cocaina e droghe leggere, sulle estorsioni ai danni di commercianti ed imprenditori e sulla pratica, che a Cosenza conosciamo bene, di assegnazione degli alloggi popolari agli affiliati del clan.

La cosca inoltre, era riuscita ad imporsi attraverso attività apparentemente lecite, gestendo alcune società di security che imponeva alle discoteche del luogo, non esitando, in un caso, a pestare titolari o gestori che si opponevano.

Le indagini hanno infine consentito di documentare l’espansione della cosca cosentina verso Paola, subentrando alla locale cosca dei “Serpa”, che nel 2012 venne annientata.