Cosenza, la “grande truffa” della Coppa Sila e tutti i casini di Forciniti e dell’Aci

Giovanni Forciniti

Buongiorno Direttore,

da appassionato pilota automobilistico ho sempre apprezzato gli sforzi dell’Automobile Club di Cosenza per mantenere nel circuito dei campionati di gara di velocità in salita la mitica Coppa Sila, il cui circuito è da quasi un secolo considerato dai più bravi piloti della disciplina una vera e propria “università” della guida.

Domenico Scola sr., pluridecorato pilota cosentino, mitico avversario di Mauro Nesti ed insieme a lui plurivincitore di questa corsa, oggi purtroppo scomparso come il suo avversario-amico pistoiese, quando dopo quattordici anni di assenza, nel 2014, l’Automobile Club di Cosenza rimise in pista lo storico percorso di 11,9 km, aveva le lacrime agli occhi e guardava con orgoglio il nipote, Domenico, che quell’anno vinse abbassando di 4 secondi il record sul tracciato che era detenuto proprio da Nesti.Io stesso, leggendo sui manifesti che anche nel 2018, dopo il nuovo stop del 2016 e del 2017, si sarebbe corsa questa storica gara, avevo avuto un sussulto di gioia. Chi non ha guidato una macchina in gara su quei quasi 12 chilometri in salita, con curve ogni pochi metri, chi non si è sentito i polsi e le braccia a pezzi tagliando il traguardo e chi non ha seguito dalle postazioni per il pubblico, con un panino alla salsiccia in mano, i bolidi sfrecciare sul tracciato, annunciati pochissimi secondi prima dal rombo dei motori, non può capire cosa lega gli appassionati a questa gara in salita.

Poi, però, ho letto che la partenza è a Cone d’Aria e non dalla storica curva di Celico e già questo mi ha fatto riflettere; poi ho letto le assicurazioni, non richieste da nessuno, fatte dal direttore Saverio Ferrazzo circa l’adeguatezza del percorso e la copertura economica della gara e i dubbi sono aumentati; infine, è arrivata la notizia del sequestro a Reggio Calabria di 16 milioni di euro al Presidente del locale Automobile Club e ho cominciato a preoccuparmi davvero.

Insomma, a Cosenza si commissaria un Automobile Club provinciale perché si dimette, facendo mancare il numero legale, un consigliere, quel Forciniti che aveva fatto diventare l’Ente terzo pignorato per i suoi debiti personali e che ora siede come componente della Regione Calabria nel Consiglio Nazionale dell’ACI ed è stato nominato da Oliverio Direttore Generale di “Azienda Calabria Lavoro”. Quell’Automobile Club di Cosenza, nonostante i problemi di immagine creati da Forciniti era riuscito, con il sacrificio e la sottoscrizione personale dei suoi consiglieri, ad organizzare la Coppa Sila senza intaccare il bilancio delll’Ente che, come ogni anno, aveva chiuso in attivo.

Ma dopo il commissariamento, come ringraziamento per il loro sforzo, i soci hanno eletto un incompatibile, il Direttore della Motorizzazione Civile, tale Renato Arena, che dopo qualche mese ha dovuto lasciare la carica dimettendosi anche dal Consiglio perché messo davanti alle sue responsabilità da precise denunzie presentate anche all’ANAC.

Intanto a Catanzaro la società di servizi dell’Automobile Club locale è definitivamente fallita lasciando un cratere incolmabile nei conti dell’Ente e a Reggio Calabria hanno arrestato il presidente per riciclaggio ed altre storie edificanti (si chiama Salvo Martorano) e gli hanno sequestrato sedici milioni di euro: eppure in questi due casi non si è parlato neppure lontanamente di commissariamenti.Ma allora, mi chiedo, in questo mondo di passione, che noi piloti amiamo e che viviamo a nostre spese, pagandoci tutto di tasca nostra, c’è invece chi a livello locale e magari a livello nazionale lucra a nostra insaputa? Personalmente parteciperò anche quest’anno alla sedicente Coppa Sila, perché mi piace guidare in circuito ed ancora una volta dovrò farmi la tessera dell’Automobile Club, visto che noi piloti siamo praticamente obbligati, per correre, ad essere associati.

Ma correrò con l’animo meno sereno, pensando che gli Scola, i Ritacca, i Misasi, i Nesti ci guarderanno da dove sono ora stanno scuotendo il capo e rammaricandosi del baratro in cui certa gente ha trascinato lo sport automobilistico.

La prego di non rivelare la mia firma, perché se la situazione intorno al mondo dell’automobilismo è quella che penso potrei avere (come pilota) notevoli pressioni e magari anche dei “danni” ed io invece voglio godermi appieno la mia passione nonostante ci sia questa gente che fa di tutto per radere al suolo questo sport. Grazie

Lettera firmata