domenica 9 dicembre 2018
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Cosenza, la parabola di Gaetano Intrieri: dal calcio alla corte dei grillini

Intrieri ai tempi del Cosenza Calcio con Eva Catizone allora sindaco

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha nominato Gaetano Intrieri tra gli esperti della Struttura di missione che dovrà valutare costi-benefici delle grandi opere. L’uomo, come anticipato da La Verità, ha riportato una condanna definitiva per aver distratto quasi mezzo milione di euro dalla compagnia aerea della quale era amministratore delegato per “vantaggio patrimoniale personale”. Forza Italia all’attacco. Lo staff del ministro, contattato dal Fatto.it, sceglie il “no comment”. 

Noi a Cosenza sappiamo bene chi è Gaetano Intrieri. Lo abbiamo conosciuto all’alba degli anni Duemila, quando – in quota Adamo ed Eva ovvero Nicola Adamo ed Eva Catizone ai tempi del loro idillio – fu individuato per occuparsi del Cosenza Calcio, appena uscito dal tunnel della radiazione e del fallimento e affidato a gente poco credibile come gli imprenditori (?!?) Stella da Cariati, Algieri e Cannella da Acri e Nucaro da Corigliano. 

Intrieri non si rivelò molto diverso da questi “avventurieri”, anche se – a dire il vero – qualche soldino nel Cosenza lo investì ma purtroppo senza nessun risultato tangibile nell’inferno della Serie D prima nel campionato 2003-04 e poi nei campionati 2005-06 e 2006-07. Millantava di essere molto amico di questo o di quel politico (più o meno come ha fatto anche con Renzi a proposito della’affare Air Force e come sta facendo adesso con i grillini) o di qualche imprenditore potente e di essere molto addentro nelle questioni delle compagnie aeree grazie al suo lavoro in Gandalf ma in realtà – come stanno rivelando in molti in queste ore – distraeva solo fondi e faceva “traffici”. Vicende che, naturalmente, erano molto in voga anche nel periodo in cui gestiva il Cosenza ma non erano ancora venute fuori con la chiarezza di oggi.

Intrieri se ne andò dalla città dei Bruzi alla fine del campionato 2006-07, quando il suo Cosenza Football Club sparì e lasciò il posto al nuovo Cosenza Calcio che prese il titolo sportivo del Rende. E anche in quel caso il suo addio fu velato di mistero per una presunta aggressione che subì e per la quale presentò anche denuncia. 

Ma ecco l’articolo del Fatto Quotidiano che dà notizia del caso Intrieri 

Tra le 14 persone scelte dal ministro Danilo Toninelli nella Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture con il compito di effettuare l’analisi costi-benefici delle Grandi opere c’è un condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta. Si tratta di Gaetano Francesco Intrieri, classe 1965, esperto di Trasporto aereo e docente all’Università di Tor Vergata. La vicenda giudiziaria che lo riguarda, anticipata da La Verità, risale al 2003 e si è conclusa nell’autunno dello scorso anno con la sentenza della Cassazione. Sulla vicenda l’ufficio stampa del ministro, contattato dal Fatto.it, ha risposto con un “no comment”.

Intrieri – che spiega il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ha “almeno due condanne, una passata in giudicato” – si è appropriato di 429mila euro, secondo la ricostruzione dell’accusa, quando era amministratore delegato della Gandalf, una piccola compagnia di aereo di Parma, per “vantaggio patrimoniale personale”. In sostanza, confessò Intrieri davanti al pm Pietro Errede, quei soldi “sono serviti per appianare i miei debiticon Banca Intesa”.

Nel corso del dibattimento, i suoi difensori hanno poi cercato di sostenere che le confessioni furono rese “in una situazione difficile”. Ma la Corte di Cassazione ha smontato la tesi bollandola come “priva di concludenza” e confermato la condanna a 3 anni e 6 mesi, ridotta a 2 anni e 4 mesi con le attenuanti generiche e cancellata dall’indulto del 2006.

Secondo quanto racconta Intrieri sul proprio profilo Twitter, negli scorsi mesi ha aiutato il ministero delle Infrastrutture sia sulla questione del contratto dell’Air Force Renzi (“Il contratto l’ho smontato io”, scrive) che sul dossier relativo ad Enav e Fiumicino. L’uomo si è sfogato con un lungo post dopo la pubblicazione dell’articolo: “La condanna me la riprenderei domattina”, dice asserendo di aver aiutato tanti piccoli azionisti“a riprendere i loro soldi” e permesso a Gandalf Spa di “essere riammessa alle contrattazioni” in Borsa. E rivendica ancora oggi di essere chiamato come “esperto” per diversi lavori in giro per il mondo.

Da parte del ministro non è giunta alcuna comunicazione ufficiale dopo la notizia riportata da La VeritàForza Italiachiede invece a Toninelli, incappato nelle tre nomine poi revocate nella commissione per il crollo del Ponte Morandi, di chiarire se era a conoscenza della condanna definitiva di Intrieri e il deputato Giorgio Mulè lo attacca: “Abbiamo l’ennesima dimostrazione che è politicamente uno struzzo. Dopo lo scoop di stamattina pubblicato da La Verità sulla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta del professor Gaetano Intrieri, chiamato da Toninelli al ministero come uno dei suoi super esperti, non è arrivata alcuna dichiarazione da parte del ministro”.

Anzi, secondo lo stesso esperto nominato dal Mit, un colloquio ci sarebbe stato: “Be non direi il Ministro mi ha detto che se me ne vado viene a prendermi sino a casa. Forse a qualcosa il mio lavoro serve e comunque domani parlo io”, ha scritto su Twitter nel pomeriggio a chi gli ricordava che “per quel partito avere una condanna è un problema”. Ilfattoquotidiano.it ha contattato lo staff di Toninelli nella serata di venerdì, ottenendo come risposta alla vicenda un “no comment”.