Cosenza, la Patatina ci piace così (vietato ai minori di 14 anni)

Questa volta, senza se e senza ma, mi schiero, anzi, l’intera redazione di Iacchite’ si schiera dalla parte della Patatina. Al di là se è Carnevale oppure no. Rivendichiamo, insieme a lei, il diritto di farsi una foto spiritosa, provocante, maliziosa, ironica, o come cavolo ci pare, anche sul posto di lavoro. Che non è un luogo sacro, anzi, è il luogo dove passiamo gran parte della nostra vita – anche se va detto che non è il caso della Patatina che non ha mai lavorato in vita sua, e sono più di 15 anni che la manteniamo con pubblici stipendi senza sapere il perché – ed è normale “viverlo” un po’ come se fosse casa nostra.

Ma non fa niente, anche se in quell’ufficio la Patatina ci lavora da qualche giorno,  ha diritto, anche lei, a mostrare, come e quando vuole, quello che gli pare.  In questo caso una coscia.  Ma questa coscia ha dato fastidio a qualcuno. Qualcuno che invece di pensare a cose serie si apprica a queste cazzate. Quel qualcuno è il consigliere comunale Morcavallo. Che deve avere qualche problema con le cosce, al punto di chiedere sanzioni disciplinari contro la Patatina per quella sua posa, nella foto, così provocante. Cose da pazzi! Con tutti i problemi che abbiamo a Cosenza il problema di Morcavallo sono le cosce della Patatina.

Che vogliamo fare Morcavà (che mo’ due te li canto pure a te), diventare come quelle aziende o fabbriche che negano al lavoratore anche la pausa per andare al bagno? Vogliamo diventare in questo modo? Negare un momento di relax negli uffici pubblici a tutti i dipendenti stressati dal duro lavoro? Vogliamo negare una pausa scherzosa di qualche minuto, tra colleghi, al termine di una giornata faticosa? Spiegaci Morcavà!

Morcavà mo’ te lo dico: è solo una foto che non turba nessuno tranne te. Nè lede il decoro di quel posto. Sono ben altre le cose che ledono il decoro degli uffici comunali, come l’evidente infiltrazione mafiosa. Di questo, Morcavà, non ti scandalizzi? E che ci dici degli intrallazzatori seriali che giorno e notte sostano, senza scoprirsi le gambe, nelle stanze “immacolate” dei dirigenti comunali? Di questo non ti scandalizzi? E del doppio gioco che fate come opposizione in consiglio, ne vogliamo parlare? Di tutti i privilegi di cui ha goduto la tua dinastia, vogliamo dire qualcosa? Anche questa porcaria non ti scandalizza? Del fatto che sei diventato il postino di Guccione, su questo, hai qualcosa da dire? Morcavà, te lo dico bellu bellu, lassa sta’ a Patatina, e vida i fa ancuna cosa seria. E giacché ci sono ti dicu puru lassa sta’ a Cipparrone. Della tua finta morale non sappiamo che farcene.

Cosa deve essere scattato nella testa di questo consigliere nel guardare quella foto, tanto da fargli gridare allo scandalo, proprio non so spiegarmelo. A guardare la foto la prima cosa che mi è venuta in mente è stata un annuncio erotico destinato a coppie scambiste o a singoli in cerca di una esperienza libidinosa. Tipo segretaria in ufficio (ci siamo capiti tutti, eteri, gay e lesbiche).

Del resto con quella mascherina a nascondere l’identità e i “vizi”, la coscia in vista fino al punto giusto, i minni parati, seduta sulla scrivania con tanto di pratiche e carte sparse, il sorriso malizioso, le labbra vogliose, è innegabile che il messaggio, che lei intende lanciare,  non può che avere una sola interpretazione: il sesso. Quello libero, sciolto, senza tabù. Quello che tutti “fantastichiamo”, ognuno nella propria libido, e che in pochi riescono a realizzare. Direbbe di lei un maestro e poeta come Renato Zero: “… Seguimi io sono la notte, il mistero, l’ambiguità… seguimi io sono la sorte! Quell’attimo di vanità…”. Parole più azzeccate, per restituirvi il senso e il significato di questa bellissima foto, secondo me non esistono.

Guardare intensamente questa foto è come essere attratti dal suono delle Sirene. Una volta che ci sei cascato, è difficile uscirne. Diciamoci la verità, la foto, vuoi o non vuoi, crea “eccitazione”, di che tipo ognuno lo stabilisce per se. Lo sguardo languido che traspare dalle fessure della mascherina è un caldo invito alla trasgressione. Non c’è dubbio. Più che una foto è una trappola erotica.

Morcavà, se a te tutto questo non piace, sono fatti tuoi, ma non puoi impedire a noi di goderne e a lei di esibirsi, se ne ha voglia. Chi sei tu per decidere della libertà altrui e dei nostri costumi? A noi la Patatina ci piace così. Se a te la Patatina non piace, sei libero di guardare altrove.

Morcavà, e che sarà mai! Tutto questo casino per niente. Dobbiamo solo ringraziare chi come Eva si presta ancora a farci sognare senza chiedere niente in cambio, ed invece di invogliarla a nuove performance, annunci censure. Vergognati. Che poi non capisco che c’è di male per te in tutto questo. Cosa ti spaventa? In fondo perdersi dietro qualche pippa non ha mai fatto danni a nessuno. Tranne che (un po’) alla vista.

GdD