Cosenza e la raccolta differenziata farlocca

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Diciamoci la verità: quella che facciamo a Cosenza non può dirsi una vera e propria raccolta differenziata dei rifiuti. E non è solo una “prerogativa” di Cosenza. Questo avviene ovunque. Le regole per fare una buona raccolta differenziata sono tante e complicate, visto che i materiali da differenziare sono tanti, ed ognuno dovrebbe avere una sua collocazione all’interno della catena del riciclo. Ad esempio le scatolette andrebbero private delle etichette di carta e lavate prima di metterle in busta.

Dalla carta andrebbero separate le copertine plastificate, carta unta o sporca di colla o altre sostanze, carta oleata, carta chimica per fax o autocopiante, carta carbone, carta da parati, carta pergamena, carta da forno. Un pacchetto di sigarette che spesso buttiamo nella carta dovrebbe essere differenziato diversamente, perché è composto da quattro materiali diversi: la plastica esterna, il cartoncino del pacchetto, il foglio di alluminio interno, e la cicca di sigarette. Giusto per  fare qualche esempio. Solo se si procede in questo modo si può parlare di raccolta differenziata seria. Del resto lo scopo della differenziata è quello di ridurre al minimo il materiale da portare in discarica. Dunque più separi, più ricicli, meno materiale finisce in discarica.

Invece capita che “l’indifferenziata” resta salda al primo posto, occupando un bel 80% della raccolta totale. Il resto sono gli unici materiali che differenziamo: vetro, plastica, carta e cartone. Rifiuti “nobili” che hanno un prezzo sul mercato. L’organico, altrimenti detto umido, che differenziamo di fatto è inutilizzabile perché “sporco”. Tutto il resto finisce nell’indifferenziata. Ogni tipo di materiale. Che inevitabilmente deve trovare una collocazione.  E servono discariche dove smaltire montagne di rifiuti.

Ovviamente a questo va aggiunto che spesso la raccolta avviene anche in maniera indifferenziata, e capita che nel compattatore ci finisca di tutto.

Purtroppo ancora l’uomo non ha capito che il problema dei rifiuti sta a monte. Se quando andiamo a fare la spesa a volte è più l’imballaggio che la sostanza, è chiaro che il problema sta lì: nella grande distribuzione e come vengono confezionati i prodotti. Per 100 grammi di mortadella, ad esempio, si usa prima la carta oleata, poi si copre con un velo di plastica, poi finisce nel sacchetto di carta o di alluminio, per poi essere trasportata fino a casa in una busta di plastica. Materiali diversi tra loro che bisogna smaltire nel modo corretto. Invece tutto finisce, spesso, assieme.

Se non si agisce all’origine il problema non si risolve, e presto il mondo sarà sommerso dai rifiuti. Possibile che nell’era della comunicazione globale, delle grandi scoperte, nessuno è riuscito ancora a scoprire un materiale da imballaggio che vada bene per tutto e che sia totalmente riciclabile? Se non ci ingegniamo per questo, per cosa ci ingegniamo?