Cosenza, la solita procura in malafede: domiciliari per i cugini Citro

Il procuratore Spagnuolo e il suo aggiunto Manzini
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Per i cugini Citro è scattato il beneficio degli arresti domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale della Libertà di Catanzaro.

I cugini Citro erano stati arrestati lo scorso 11 maggio dalla procura di Cosenza per presunta usura, dopo le dichiarazioni rese da un pubblico ufficiale amico di Roberto Citro e collega della presunta vittima.

Dalle indagini difensive è emerso che il pubblico ufficiale, sentito dal legale Antonio Quintieri, ha dichiarato di essere a conoscenza del prestito ma non gli risultava vi fossero dei tassi d’interessi usurai da restituire. Ha dichiarato di aver assistito ad una telefonata tra i due e a quel punto ha suggerito a Roberto Citro di denunciare il suo collega che non poteva restituire i 7mila euro.

Nel corso della telefonata registrata Roberto Citro, come sostiene la difesa, ha dimostrato la sua totale buonafede, chiedendo alla presunta vittima solo di restituire il denaro prestato senza alcun tasso usuraio.