Cosenza, la vergogna dei servizi sociali. Le colpe di Occhiuto e della dirigente Misasi

Giuliana Misasi (la prima da destra)
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Bisogna prima morire per poi essere assistiti. Bisogna dormire per strada con bambini piccolissimi per avere un letto.
Ecco che cosa succede ai servizi sociali di Cosenza dove regna incontrastata, unica dirigente,  la dottoressa Giuliana Misasi.

Una premessa: quelli del PD che gridano allo scandalo, i vari maggiordomi e leccaculo di Madame Fifì capeggiati da Damiano Covelli, stessero zitti.  Basterebbe vedere quello che fa quella macchietta della Roccisano (l’assessore più ignorante ed inutile della storia della Calabria) per mettersi le mani nei capelli.

Torniamo ai fatti. Una famiglia è stata tolta dalla strada, assistita dal buon cuore di alcuni poliziotti che hanno trovato un albergo a loro spese e il giorno dopo è saltata fuori la disponibilità di un istituto convenzionato. Quindi, la soluzione c’era: bastava solo farsi un giro, tra l’altro nel centro della città.

Lo stesso Padre Fedele, al quale non vogliamo assegnare colpe specifiche, possibile che non sia più in grado di farsi due passi e vedere con gli occhi suoi il disagio dilagante di questa città?

A Occhiuto invece diciamo: possibile che vuoi lasciare tutto in mano a una dirigente come la Misasi senza competenze ed in palese ed imbarazzante difficoltà?
Hai fatto un bando, ebbene  prendi un dirigente capace che sappia trovare risorse e disponibilità per i non abbienti.
Così non si può più davvero andare avanti.