Cosenza, l’avvocatessa Maura Monteforte sequestrata e picchiata

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Quando ho ascoltato con le mie orecchie, stamattina, il racconto di questa assurda violenza nei confronti di una persona perbene, ho capito che a Cosenza il declino sociale e culturale ha raggiunto livelli veramente allarmanti.

Ad essere vittima di inaudita ed ingiustificata violenza una seria professionista cosentina, l’avvocatessa Maura Monteforte.

Quello che doveva essere un normale incontro tra persone civili, per discutere del mancato pagamento di diverse mensilità di un magazzino di proprietà dell’avvocatessa, si è trasformato per la stessa in un vero e proprio incubo.

Oltre mezz’ora di panico e botte. E’ questo quello che ha dovuto subire Maura Monteforte l’altro giorno da parte di persone che evidentemente civili non sono, in via Sicilia, presso un negozio di toelettatura per cani e gatti.

L’incontro era finalizzato alla restituzione delle chiavi del magazzino che gli aggressori dell’avvocatessa avevano lasciato in seguito al mancato pagamento delle mensilità.

La povera Maura, inconsapevole di quello che da lì a poco le sarebbe successo, si reca “tranquillamente” all’appuntamento, così come tante altre volte le è capitato per lavoro. Un appuntamento voluto dagli stessi aggressori. Che la contattano mezz’ora prima, comunicandole con insistenza la volontà di incontrarla. Per come sono andate le cose, viene da pensare ad una premeditazione dell’agguato.

A “riceverla” nel loro nuovo negozio, attorno alle 19 di lunedì scorso, sono in quattro: due sorelle, il fidanzato di una di loro e il padre delle due.

I quattro dopo averla “invitata” ad entrare nel negozio, chiudono la porta e pretendono dall’avvocatessa la sua firma su un documento. Ovviamente l’avvocatessa si rifiuta, spiegando che non è quello nè il momento, nè il luogo dove discutere di questioni legali, anche perchè, continua a spiegare, è stata fissata per giovedì l’udienza in tribunale per lo sfratto, e lì tutto sarà chiarito.

Non l’avesse mai detto: simultaneamente su di lei si avventano le due donne, mentre il padre blocca Maura, e giù schiaffi e pugni. Maura, stordita dall’inaspettata violenza, tenta di divincolarsi e riesce ad arrivare alla porta, ma è chiusa. E’ sequestrata dentro al negozio e in balia dei suoi aggressori, e non può far altro che battere più che può i pugni sui vetri della porta sperando di attirare l’attenzione di qualcuno (di fronte c’è un bar) per chiedere aiuto. Ma nessuno risponde alla sua richiesta, nonostante le urla e il rumore dei pugni sbattuti contro i vetri.

Il tentativo di chiedere aiuto irrita ancor di più gli aggressori che continuano a picchiarla e a trascinarla per i capelli per tutto il negozio. A porre fine all’agguato e al pestaggio, l’arrivo provvidenziale di una parente degli aggressori che accortasi di quello che stava avvenendo e di come la situazione era degenerata, subito si adoperava a sedare i parenti in preda all’inaudita violenza. Un momento “propizio” per Maura che riesce a lanciare un sms alla sorella che lesta allerta il 113, precipitandosi sul posto.

La situazione che le si presenta davanti è sconcertante. Maura è malconcia, ha preso tante botte ed è svenuta. Ha i vestiti strappati e la faccia gonfia. Urge portarla in ospedale. I medici le assegneranno una prognosi di 25 giorni.

Una vigliaccata che più vigliaccata non si può. Mi chiedo, ma che persone sono queste? Accanirsi in quattro contro una ragazza. Non ci sono né scuse, né alibi, né altre parti da sentire. Mi è bastato sentire e vedere con i miei occhi, quello che hanno fatto a Maura, per definirli delle bestie feroci.

A Maura va la solidarietà di tutta la redazione di Iacchite’.

GdD