Cosenza, le incredibili stranezze del Nuovo ospedale (di Matteo Olivieri)

Nonostante che il Governatore Mario Oliverio ed il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto siano impegnati a far finta di litigare su tutto, alla fine trovano sempre un accordo. L’ultimo episodio riguarda la vicenda del nuovo ospedale di Cosenza, argomento di aspra contesa nelle recenti elezioni amministrative, e improvvisamente diventato simbolo della ritrovata pax politicaSegno che c’è un’unica regia dietro? In ballo ci sono appalti milionari che fanno gola a molti. Peopleconomy vi svela in esclusiva perché ospedale e metrotramvia sono parte dello stesso accordo per mettere le mani sulla città.

di Matteo Olivieri

I rendering del Nuovo Ospedale di Cosenza circolano già liberamente sul web, ma secondo la versione ufficiale, il sito deve essere ancora identificato.

Non bisogna avere la memoria lunga per ricordare le vicende delle ultime elezioni amministrative al Comune di Cosenza. La campagna elettorale si svolgeva a colpi di annunci propagandistici e di un estenuante braccio di ferro sulle grandi opere pubbliche da realizzare in città: la metrotramvia, il nuovo stadio e il nuovo ospedale di Cosenza. In particolare, per quanto riguarda l’ospedale, Mario Oliverio spingeva ostinatamente per un sito in località Vaglio Lise alle spalle dell’attuale sede della Provincia, ovvero il deposito merci della stazione di Cosenza. Si tratta di una zona che – come rivelavo in un mio precedente articolo – è stata designata come “Area di Ammassamento dei soccorritori e delle risorse” per le grandi emergenze della Protezione Civile, e quindi è intoccabile secondo quanto previsto dal “Piano di Emergenza” della Provincia di Cosenza. Mario Oliverio, che quel Piano lo ha fatto approvare nel 2014 quando era Presidente della Provincia di Cosenza, evidentemente lo aveva dimenticato o, forse, non lo ha mai saputo. Mario Occhiuto, invece, che con altrettanta ostinatazione premeva per una nuova struttura di collegamento tra gli attuali poli ospedalieri dell’Annunziata e della collina del Mariano Santo, ha fatto di questa posizione il suo cavallo di battaglia, ed alla fine sembra averla spuntata lui. Da quanto si apprende, infatti, sulla base delle esigenze sanitarie dell’Azienda Ospedaliera, il nuovo ospedale dovrà avere una “dotazione di 705 posti letto ed una superficie di circa 134.000mq”, laddove il sito di Vaglio Lise è di appena 69.000mq, mentre quello di Via degli Stati poco si presta allo scopo, vista la presenza dello Stadio San Vito-Gigi Marulla e del (futuro, ?!) polo fieristico.

Il nuovo progetto è stato finora ufficialmente ribattezzato “Parco della Salute” e “Città della Salute” e prevede il ricorso alla modalità del project financing, cioè all’investimento di privati, sia nella fase di realizzazione che di futura gestione.

Mario Oliverio, d’altro canto, pur di non ammettere la sconfitta, ha convocato nei giorni scorsi una riunione alla Cittadella regionale, dove – a quanto si legge dai comunicati stampa – ha prima dato ad intendere che le opzioni del sito sono 3 (Annunziata/Mariano Santo, Vaglio Lise, Via degli Stadi), salvo poi tentare di vendere come propria l’idea di un “Parco della Salute”, indicando come sito quello dell’Annunziata/Mariano Santo. E, visto che al peggio non vi è mai fine, i suoi consiglieri di maggioranza hanno con l’occasione espresso “adesione alla proposta del presidente Oliverio di istituire sul sito dell’attuale struttura ospedaliera dell’Annunziata la “Cittadella della Salute” che sarà organizzata per raggruppare tutti i servizi amministrativi e sanitari dell’Azienda Sanitaria Provinciale oggi disseminati nella città di Cosenza.”

Ora però, a distanza di alcuni mesi dalle elezioni comunali, si aggiungono altri particolari molto interessanti. Mario Occhiuto, solitamente in vena di bombardardamenti mediatici mediante i rendering delle sue “visioni” della Cosenza futura, questa volta tace, e stranamente non ha ancora pubblicato alcuna anteprima grafica del nuovo ospedale. Cosa alquanto strana. Questi disegni, peraltro, circolano già  liberamente sui comunicati stampa e sul sito web dello studio di architettura che li ha realizzati, ma non sulla pagina Facebook del sindaco. Come mai, quindi, in questo caso non ha inteso informare i cittadini?

Dagli elaborati grafici, si nota che le nuove strutture andranno ad insistere sulla collina di Muoio Piccolo, e pertanto sarà necessario realizzare dei terrazzamenti che ne stravolgeranno l’assetto urbanistico.

A quanto pare, rendering del futuro ospedale sono stati elaborati dallo stesso studio di architettura che ha realizzato anche quelli del “Parco del Benessere”, lo straordinario (quanto inesistente) “polmone verde” pensato da Mario Occhiuto per mitigare gli impatti acustici e ambientali causati dalla metrotramvia. Si sa, dare forma alle “visioni” non è roba da tutti, specie se si tratta di visioni altrui. Quindi, fin qui nessuno si stupisce se un sindaco abbia incaricato uno studio di architettura di propria fiducia. Semmai, bisognerebbe capire a quale titolo si è dato l’incarico, visto che – sul sito dello studio di architettura – si legge che il progetto è stato presentato “su invito”. Invito di chi? Quel che dovrebbe stupire, invece, è perché il sindaco non parli chiaramente. Infatti, i due progetti del “Parco del Benessere” (Metrotramvia) e del “Parco della Salute” (Nuovo Ospedale) sono contemporaneamente presenti sullo stesso sito web, e quindi l’impressione è che Occhiuto non possa non sapere. Anzi, a dirla tutta, l’impressione è che di proposito non si sia voluto divulgare la notizia, forse per evitare che a qualcuno venisse in mente di associare i due megaprogetti allo stesso studio di architettura. Ma – purtroppo per lui – questa associazione qualcuno l’ha fatta. E, diversamente da quello che ci vogliono far credere, i rendering non lasciano intravedere un futuro verde. Tutt’altro.

Nel disciplinare di gara, si parla di «eventuale acquisizione, mediante espropriazione per pubblica utilità, di aree private nell’area compresa tra lo stesso plesso ed il complesso ospedaliero del “Mariano Santo”.»

Infatti, i disegni che vediamo prevedono l’esproprio di un’intera collina e l’utilizzo di ulteriore cemento a profusione, per un ammontare di 245 milioni di Euro. Il tutto viene ovviamente giustificato con esigenze sanitarie e di degenza. Ma sarà davvero così? A giudicare dalle parole usate dagli artefici dei rendering per la descrizione del proprio progetto, si parla senza peli sulla lingua di “Centro Medico e Campus Universitario”. Se poi si leggono le dichiarazioni ufficiali, si capisce in cosa dovrebbero consistere i “requisiti fondamentali” per un “ospedale all’avanguardia”, ovvero «l’articolazione in aree dipartimentali organizzate per intensità di cura; elevato standard alberghiero con degenze ad 1 o 2 posti letto; centralizzazione dei servizi condivisi di diagnosi e cura; elevata flessibilità, in funzione dell’evoluzione delle tecnologie e dei processi di diagnosi e cura; possibilità di integrare spazi per la Didattica e la Ricerca e specifiche strutture per l’ospitalità di personale e parenti; massima integrazione con la città, cercando di aumentare lo standard qualitativo per il cittadino”.

Ad Aprile 2016 il Governatore Oliverio parlava di un impegno finanziario di 245 milioni di Euro, di cui 145 di fondi pubblici e 100 di fondi privati.

Cosa bolle dunque in pentola? E chi c’è dietro questo studio internazionale di architettura? Alcuni ben informati asseriscono che si tratti di professionisti molto vicini all’establishment governativo. Abbiamo a che fare – forse – con l’ennesimo megaprogetto milionario, voluto e calato da Roma, che non rispecchia le reali necessità dei pazienti e del territorio, e che verrebbe gestito da professionisti da fuori regione, il cui unico merito sarebbe quello di essere di fiducia governativa? Il sospetto è forte, tanto più che il futuro ospedale verrà realizzato con 145 milioni di Euro di fondi pubblici e con 100 milioni di Euro di fondi privati. secondo la modalità del project financing. Dunque, la gestione della sanità cosentina verrà in futuro affidata ai privati? Su questo (!) aspetto ci aspettiamo una presa di posizione chiara e netta da parte della politica, che invece ultimamente si sofferma volentieri su disquisizioni che non interessano a nessuno.

La collina del Mariano Santo e contrada Muoio Piccolo, come appaiono oggi.

Nessuno mette in dubbio che l’attuale ospedale sia datato e non più funzionale alle esigenze moderne (peraltro – come si sa – alcune parti dell’attuale ospedale sono sottoposte a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, in quanto deficitarie rispetto alla normativa esistente). Quel che si dovrebbe evitare è che si facciano affari sulla pelle delle persone e, soprattutto, che si non sparino balle dal solo sapore sensazionalistico, perché un ospedale così complesso potrebbe vedere la luce – se va bene – solo tra 10-15 anni. Altro che nel 2020, come si legge in giro per il web. Nel frattempo, come si pensa di risolvere i problemi di cura e di degenza nella sanità cosentina?