Cosenza, le mani sulla città: il sacco di Gergeri e il ponte di Calatrava

Foto di Ercole Scorza
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IL SACCO DI GERGERI

Oggi a Cosenza è di nuovo tempo di parate. Ma a scendere in piazza per “alzare l’antenna” del ponte di Calatrava non ci saranno soltanto le truppe cammellate del sindaco Occhiuto ma tutti i papponi del Partito Unico del Cemento che si preparano al conseguente sacco di Gergeri, un disegno concepito già dal vecchio Giacomo Mancini.

La nuova frontiera del cemento si chiama Gergeri, come ha anticipato lo stesso Occhiuto qualche tempo fa quando ha dovuto “sfriculiare” Paolini. L’avvocato non è proprietario in prima persona di terreni nella zona ma sono sempre più insistenti le voci che lo danno come punto di riferimento di chi ha il titolo di proprietà. Per non parlare del notaio che ne segue gli interessi. E’ qui che adesso si concentreranno le gru e le ruspe di movimento terra. In una zona che, con la costruzione del ponte di Calatrava e l’avvio della zona franca per le aziende, diventerà molto appetibile per tutti gli interessi legati a questo tipo di interventi.ponteIl sacco di Gergeri che verrà, segue a un’attività assai intensa da parte del sindaco Occhiuto, al quale è sempre interessato far lavorare le imprese e movimentare denaro, intervenendo nella parte mai attuata del piano regolatore e non certo sul recupero dell’esistente. L’alibi dell’arredo urbano è un modo come un altro per aprire nuovi cantieri in attesa della prossima pesante colata, magari a ridosso di qualche appuntamento elettorale. E tra i beneficiari del sacco, oltre al già citato Paolini ed alla rapacissima lobby dei notai, c’è chi indica altri personaggi che erano vicini al vecchio Mancini e qualche “giovane/vecchiio” del cerchio magico di Occhiuto.

Le opposizioni, a parte qualche debole eccezione, tacciono e consentono il sacco. Malgrado i pessimi rapporti tra Occhiuto e Gentile, a molti non sfugge la frenetica attività del cognato di Gianfranco Scarpelli, l’ex dg dell’Asp, da sempre fedelissimo del Cinghiale. Si tratta dell’ingegnere Giovanni Pianini, titolare dell’impresa B&B. Recentemente finito nell’inchiesta sull’edilizia sociale.

Tonino Gentile e Gianfranco Scarpelli
Tonino Gentile e Gianfranco Scarpelli

Si dice che Scarpelli, oltre al legame di parentela, sia anche socio del costruttore che, a quanto pare, arriva dal basso. Oltre a pescare nel grande mare dell’edilizia sociale (4 milioni), Pianini e Scarpelli hanno già costruito a via Popilia un ambulatorio dell’Asp sui terreni di Enzo Bilotti e due palazzoni di contorno.

Ma hanno lasciato il segno (e ne abbiamo parlato a lungo) anche nel centro della città, tra via Rivocati e corso Umberto. Con tanto di fitto pagato per i magazzini dell’impresa.

E potremmo continuare ancora. Ma per il momento ci fermiamo qui.