Cosenza, l’estate dei supermercati: l’affare Gatto-Lidl e l’addio di Carrefour

Estate di grandi manovre a Cosenza nel campo dei supermercati o come dicono quelli bravi della grande distribuzione alimentare. Due gli avvenimenti portanti, che si trascinano dietro una serie di prove di forza e di trucchetti del mestiere: l’apertura di un punto Lidl a via degli Stadi e la cessione di Carrefour a IperCoop del celeberrimo supermercato di Zumpano meglio conosciuto come Gran Sole.

via degli Stadi, laddove un tempo sorgeva la Centrale del Latte, dopo anni di degrado e abbandono, fervono i lavori, a velocità incredibile. In molti si sono chiesti che cosa si sta costruendo e ormai si può dare tranquillamente la risposta. Il Comune di Cosenza, che sotto la gestione Occhiuto, non si lascia sfuggire una (che sia una!) speculazione, ha ripescato un vecchio progetto del costruttore De Caro e dell’imprenditore Antonino Gatto, vecchio sodale di Mario il cazzaro. E così si è dato il via ad un investimento edilizio-commerciale nel quale – ovviamente – Occhiuto ha preteso la sua “parte” (in termini di strade e bitumazione così da far mangiare i suoi insaziabili amici degli amici) mentre Gatto non si è affatto defilato come si pensava in un primo tempo ma eccolo arrivare, abilmente occultato, dietro il marchio Lidl, la catena di supermercati tedesca che ha ormai “conquistato” da tempo anche il mercato italiano con la formula distributiva particolarmente azzeccata del discount.Il binomio Gatto-Despar ormai si è logorato da tempo e al furbo imprenditore non rimane altro da fare che “liberarsi” di quei legami che ancora ha col marchio.

La società Maiora di Corato (Bari) ha preso in fitto il ramo d’azienda di tutti i punti vendita Despar Calabria di Antonino Gatto. E’ del tutto evidente che l’ex deus ex machina non ne vuole più sapere di Despar e dal momento che si è bruciato a livello nazionale per via dei processi che ha affrontato in questi anni, è scappato via (dopo aver preso i soldi, naturalmente) grazie allo stratagemma del fitto di ramo d’azienda.Il “cavallo di Troia” per restare nel business senza dare nell’occhio sarebbe proprio Lidl. C’è chi dice che Antonino Gatto sta comprando quote del marchio Lidl attraverso una serie di prestanome ben selezionati e avrebbe fatto così anche per Cosenza, “recuperando” il progetto di qualche anno fa che sarebbe stato a marchio Despar per adattarlo, con l’aiuto dell’amico cazzaro, al marchio Lidl. Morale della favola: dietro il supermercato Lidl ci sarebbe la longa manus di Gatto.

E c’è chi dice che Gatto, avendo bisogno di un marchio al quale vendere quel pezzo di terreno sul quale non ha realizzato il suo supermercato Despar, avrebbe trovato vita facile vendendo e facendosi pagare profumatamente il suo “tesoretto” da Lidl. E non solo, perché, oltre ai palazzi che nel frattempo costruirà De Caro, c’è anche una parte del business che andrà in affitto ad alcuni imprenditori cinesi e il giochino porterà altri soldini in dote a Gatto e ai suoi amici. In ogni caso, dunque, sia nell’ipotesi di acquisto delle quote, sia in quella di vendita del terreno, non c’è dubbio che l’imprenditore reggino monetizzerà e incasserà, come gli piace fare da una vita.

A questo punto, torniamo all’affare Despar. La società Maiora di Corato, che ha preso in fitto di ramo d’azienda i punti vendita Despar in Calabria, ha l’obiettivo, neanche tanto nascosto, di chiuderli progressivamente tutti per “liberarsi” di tutti i vecchi dipendenti arrivando gradualmente al licenziamento.
Come? Tutto legale, per carità. La Maiora sta proponendo a tutti trasferimenti in sedi distanti da Cosenza (e a cascata da tutte le altre sedi) in maniera tale che i dipendenti non accettino e di conseguenza se ne vadano, magari con un piccolo incentivo.

La società Maiora, tanto per fare qualche esempio pratico, ha comprato lo stabile di fronte al Bar Top Flight sulla strada statale 19 bis (quello dove ci sono stati Doc e Upim) ma nello stesso tempo a fine mese chiuderà i punti vendita di via Lanzino in città e di Castrovillari.

I dipendenti “protetti” tramite i sindacati (venduti) hanno ottenuto il trasferimento nelle sedi turistiche di Paola, Belvedere, Amantea, Mirto e Sibari ma molti altri sono stati costretti a rinunciare e a farsi licenziare. In maniera tale che la Maiora possa riaprire i punti vendita assumendo ragazzi sui quali hanno sgravi fiscali. Le solite tarantelle per far perdere posti di lavoro e guardare alle proprie tasche.

L’altro avvenimento di rilievo si registra a Zumpano, dove IperCoop ha comprato il Carrefour.

A tale proposito, è decisamente condivisibile l’analisi di un consigliere comunale cosentino, Andrea Falbo, che ha commentato così l’evento: “Amarezza e delusione si respira nel primo grande ipermercato nato nella nostra provincia. Dopo quasi 25 anni (ricordo bene quel 1994) Carrefour lascia l’ultimo baluardo del Mezzogiorno concentrando i propri investimenti da Roma in su. Centinaia di milioni di euro, soldi che i consumatori calabresi hanno trasferito in tutti questi anni alla proprietà e alla quasi totalità delle aziende del Nord e dell’UE in cambio di qualche centinaio di posti di lavoro, benefici (pochi) a qualche attività locale e la chiusura di tantissimi esercizi commerciali della nostra provincia (i negozi di vicinato). Proviamo ad immaginare cosa si sarebbe potuto creare con circa 60 MILIONI DI EURO all’anno (questo a quanto pare il giro d’affari di Carrefour Zumpano), che indotto imprenditoriale e QUANTI POSTI DI LAVORO. E invece i nostri soldi, le nostre ricchezze vanno altrove seguiti purtroppo dai nostri giovani e meno giovani. Mi auguro che chi subentra possa garantire al meglio i lavoratori e investire nel sistema economico e produttivo del territorio. Nel frattempo un’altra colonizzazione si è conclusa e a noi non ci resta che lottare“.

Il Carrefour di Zumpano ha 161 posti di lavoro e il contratto di cessione non prevede il loro assorbimento. Nell’affare si è inserito Floriano Noto, l’imprenditore catanzarese già presente con il marchio IperCoop a Cosenza in via Panebianco e a Rende in via Repaci. Ha trattato qualche posizione con i dipendenti ed è ormai pronto a subentrare entro fine mese-inizio settembre. Così vanno le cose nel campo dei supermercati o come dicono quelli bravi, della grande distribuzione alimentare e la forza lavoro è ridotta al livello di numeri, quando va bene…