Cosenza, lettera aperta ad Emilio Sirianni

Emilio Sirianni
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Caro Emilio Sirianni, 

ci perdonerai se ti daremo del tu.

Lo facciamo così, per abitudine ma soprattutto per stima nei tuoi confronti.

Sei il Presidente della sezione lavoro della Corte di Appello di Catanzaro, cioè il giudice della corte che esamina tutti i ricorsi dei tribunali del distretto.

Sei notoriamente di sinistra, ma di nessun partito, stimato anche da persone di destra.

Sei deputato a discutere i ricorsi relativi a tante decisioni sbagliate di Cosenza, di Catanzaro, di Paola, Lamezia Terme, Castrovillari.

È un contenzioso che spesso riguarda la pubblica amministrazione.

Non essere indulgente. Picchiali in testa. Picchia gli imbroglioni che sfruttano i lavoratori nei Comuni, nelle ASP, dappertutto, finanche nella vituperata Sorical.

Non hanno rispetto per la giustizia, confezionano sentenze per avere in cambio favori, oppure regalano 100 mila euro a truffatori per “risarcimento danni biologici”.
Sì prendono la patente di invalidi attraverso sentenze per essere poi nominati, appena un mese dopo, direttori generali.
E poi ci sono i carrozzoni tipo Sorical che sfruttano i lavoratori.
E poi, per parlare dei privati, ci sono quegli imprenditori o editori alla Citrigno che fanno dello schiavismo il loro modus vivendi e purtroppo ci sono magistrati del lavoro che non conoscono nemmeno i punti cardine della subordinazione giornalistica fissati dalla Cassazione.
Sei uno del pochissimi giudici di cui abbiamo fiducia.

Non hai mogli da promuovere, non ti vendi.

Sei onesto intellettualmente. Ti sei schierato apertamente per il NO al referendum, attaccato da pennivendoli oggi a libro paga del PD e dei suoi accoliti.

Sei una delle ultime speranze che abbiamo. Non deluderci.