Cosenza, l’infanticidio del piccolo Giancarlo: vogliono cambiare ancora giudice!

Advertising

Ancora un indecoroso spettacolo al porto delle nebbie per il processo relativo all’infanticidio del piccolo Giancarlo Esposito avvenuto il 2 luglio 2014 nella piscina di Campagnano.

Non ancora contenti di aver cambiato giudice lo scorso 27 febbraio con la sostituzione di Marco Bilotta con il presidente della sezione penale del Tribunale, Enrico Di Dedda, stamattina lo stesso giudice ha candidamente annunciato che sarà trasferito da settembre a Campobasso e che, di conseguenza, sarà costretto ad abbandonare il processo. Siamo così al secondo cambio di giudice nel giro di appena cinque mesi.

Ma se dopo il primo cambio di giudice, gli avvocati della famiglia Esposito erano stati in qualche modo costretti a fare buon viso a cattivo gioco, stavolta sono giustamente insorti gridando allo scandalo e lasciando chiaramente capire che non abbasseranno la testa davanti a questo sfacciato tentativo di insabbiare definitivamente il processo.

In particolare, l’avvocato Ugo Ledonne ha fatto presente che “non è possibile che questo processo cambi nuovamente giudice dal momento che il presidente Di Dedda è già subentrato al dottore Bilotta trasferito a Crotone. Se è il caso – trattandosi di un processo molto delicato – si potrebbero svolgere udienze anche ad agosto per fare in modo che si arrivi a una conclusione senza dover cambiare nuovamente giudice”.

Ma l’accusa, rappresentata dal pm Maria Francesca Cerchiara e la difesa, rappresentata dall’avvocato Marcello Manna, hanno già dato il loro assenso per far procedere il processo con un altro giudice.

La speranza è che gli avvocati della famiglia Esposito diano battaglia in tutte le sedi per evitare che venga sottratto alle sue responsabilità l’intoccabile massone e potente di turno ovvero Carmine Manna, titolare della gestione della piscina ed imputato principale del processo per l’infanticidio del piccolo Giancarlo.