Cosenza, l’irresistibile ascesa di Rino (Bartucci) lo zerbino

Arturo Bartucci, l' assessore Carmine Vizza e Maximiliano Granata
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L’ingegnere Arturo Bartucci è, insieme all’ingegnere Carlo Pecoraro, tra i dirigenti più noti del Comune di Cosenza (entrambi figurano, insieme al loro collega Francesco Cuconato tra i dirigenti interdetti oggi dalla procura di Cosenza). Chiunque ha avuto a che fare con lui sa bene che non ha alcuna competenza né dal punto di vista tecnico né amministrativo, praticamente “un ci ‘mpacchia a na turra” e se arrassusia, deve unire due punti pensa subito ad una curva. La principale dote di Arturo, altrimenti detto Rino, è il suo totale servilismo verso il padrone, ovvero verso i padroni, ciò non gli è molto difficile poiché essendo incapace di capire, gli è più semplice obbedire, da qui: Rino lo zerbino.

Non c’è stato sindaco, assessore o consigliere comunale al quale non ha cercato di soggiogarsi con un livello di servilismo difficile da riscontrare in qualsiasi altro lecchino professionista. Nessuno, al Comune, ricorda che abbia concluso positivamente qualche opera che lo ha visto coinvolto: dal pasticcio dei rifiuti sotto viale Parco – nel quale ammise di aver firmato collaudi falsi, e per questo condannato in via definitiva dopo patteggiamento, alla mancata messa in funzione dell’isola ecologica di via Baccelli dopo aver fatto spendere decine di migliaia di euro al Comune per la sua realizzazione, dal centro Comunale per i rifiuti di Donnici (procedimento penale ancora in corso), alla mancata pubblicazione del bando di gara dei rifiuti dopo oltre sei mesi dalla scadenza, alla concessione di proroghe in deroga a tutte le leggi, in poche parole” unu ca fa sulu ‘mmualichi”.

Proprio per queste sue qualità il lungimirante Maximiliano Granata (allora presidente del Consorzio Valle Crati) ha chiesto al Comune di utilizzarlo come responsabile del procedimento per la gestione del max finanziamento di 30 milioni di euro per la depurazione in provincia di Cosenza; ovviamente anche tale intervento non è andato a buon fine con il presidente Granata, pari suo, sospeso dalle sue funzioni.

Rino lo zerbino è sempre pronto a gridare contro qualche dipendente di Ecologia Oggi, l’impresa che gestisce i rifiuti a Cosenza, e comminare multe salate, per poi accucciarsi, quando il padrone glielo ordina, e liquidando alla ditta il dovuto senza detrarre nessuna sanzione.

Dopo la candidatura della moglie, ovviamente non eletta, alle ultime comunali con Mario il cazzaro ha rafforzato la sua posizione in Comune e gestisce totalmente il settore ambiente: rifiuti, canile, discariche.

In realtà l’unica cosa che Rino lo zerbino ha imparato a fare in quasi 40 anni di attività in Comune è trovare il modo di fare un po’ di guagna. Infatti, da quando il dirigente all’ufficio ragioneria è il dottor Nardi, ogni settimana porta una determina con un corrispettivo da liquidarsi come incentivo.

Ha iniziato con quello per i lavori nel quartiere di Santa Lucia, ha continuato con il Centro Mercatale per il riuso (opera di oltre 6 milioni di euro, mai appaltata e mai realizzata che è servita solo per liquidarsi molte decine di migliaia di euro) quindi la bonifica di via Reggio Calabria (determina 432/2017), il servizio integrato di Igiene Urbana (determina 433/2017).

Il colpaccio lo ha fatto però con la determina n. 420/2017 nel quale indica come incentivo per le risorse interne al Comune per il 2017 la cifra di oltre 136mila euro.

Ovviamente per far camminare “i carti” devolve un po’ di guagna anche a qualcuno del cerchio magico del cazzaro, a cui, dopo, affida improbabili incarichi di “Collaudatore del servizio di Igiene Pubblica” con liquidazione pari a 4mila euro; oppure come “Supporto al Rup” per qualche altra decina di migliaia di euro (determina 474/2017).

Rino lo zerbino non dimentica neanche i dirigenti, vecchi e nuovi. Gestisce praticamente un buon “magna magna”, in deroga a tutte le leggi, dove il problema dell’igiene urbana e quello delle tute gialle licenziate o non pagate non interessa proprio a nessuno.

Di tutto ciò non dite niente ad Occhiuto che crede Rino lo zerbino un tecnico competente ed onesto e sarebbe capace di licenziarlo e denunciarlo subito alla procura!

GdD