Cosenza, l’istanza al prefetto del Comitato No Metro: “Fermate questo scempio”

Eccellentissimo

Sig. Prefetto di Cosenza

I sottoscritti sig.ri Mario Bozzo, Giovanni Caporale, Delio Di Blasi, Rossella Barberio, Francesco Febbraio, Simone Guglielmelli, Francesco Saccomanno, componenti del Comitato “No Metro”, in occasione dell’annuncio da parte del Comune di Cosenza dell’inizio dei lavori della cosiddetta metropolitana leggera che collegherà Cosenza con Rende e l’Università della Calabria, espongono e chiedono all’Ecc.ma S.V. quanto segue,

PREMESSO CHE

  • La grande opera pubblica di collegamento metropolitano è illegittima sotto molteplici profili e non è stata preceduta da un doveroso confronto con i soggetti portatori di interessi rilevanti più volte sollecitato dal Comitato nelle forme degli istituti di partecipazione democratica previsti dallo Statuto comunale.

Ed invero, in data 12 giugno 2017 i componenti del Comitato, insieme ad altri cittadini (in numero di duecentoventicinque) hanno presentato al Comune di Cosenza una petizione protocollata al n. 46121 ai sensi dell’art. 8 dello Statuto comunale a tenore del quale: “Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi in forma collettiva agli organi dell’amministrazione per sollecitarne l’intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.(…). La petizione è inoltrata al Sindaco il quale, entro 30 giorni, la assegna in esame all’organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in Consiglio comunale. Se la petizione è sottoscritta da almeno 200 persone l’organo competente deve pronunciarsi in merito entro trenta giorni dal ricevimento (…)

Il sindaco di Cosenza, in palese violazione dello Statuto non ha inteso trasmettere la petizione al Consiglio Comunale e, nonostante il considerevole lasso di tempo trascorso, non è stato adottato alcun provvedimento espresso dall’organo competente.

Anche in seguito all’istanza avverso l’inerzia, inviata dai primi firmatari della petizione a mezzo pec in data 28.9.2017 il sindaco di Cosenza non ha dato seguito alla richiesta dei cittadini. Addirittura risulta non essere stato mai adottato il Regolamento comunale per la Consultazione dei cittadini ed i referendum.

E’ evidente che le palesi e gravi inadempienze dell’amministrazione comunale non possono certo ridondare negativamente sui diritti dei cittadini e sulla loro legittima pretesa all’effettività del principio di partecipazione democratica.

2) L’opera  denominata “grande progetto sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria” non è conforme a legge, difetta delle necessarie autorizzazioni anche ambientali e vìola le norme in materia di pubblica sicurezza.

Segnatamente e per ciò che in questa sede rileva, l’opera non ha le autorizzazioni necessarie per essere realizzata e sebbene chiuda un’arteria cittadina fondamentale quale è il Viale Parco “G. Mancini” non è stata preceduta dalla variazione del Piano Urbano del Traffico, dall’approvazione del Piano Urbano della Mobilità (che nel Comune di Cosenza non risulta essere mai stato adottato), da un Piano della Sicurezza e dalla realizzazione di un percorso alternativo che possa accogliere il consistente flusso veicolare dei mezzi privati e pubblici che transitavano sul Viale Parco.

L’adozione di tali piani è doverosa oltre che necessaria. Così come doverosa risulta essere anche la previsione di un percorso di viabilità alternativa, la cui realizzazione preventiva alla chiusura dell’area interessata dai lavori, è stata  oggetto di un preciso impegno del Comune di Cosenza contenuto nell’Accordo di Programma stipulato nel 2017 fra le amministrazioni interessate (Comuni, Provincia e Regione), impegno, che però è stato eluso dall’amministrazione municipale.

E’ evidente che la chiusura al traffico del Viale, non programmata all’interno di opportuni strumenti di pianificazione, mette a serio rischio anche l’incolumità pubblica in considerazione della densità abitativa dei luoghi interessati.

Si pone, più in generale, un problema di “vivibilità” della città, che non è legato semplicemente al periodo, si prevede molto lungo, di durata della grande opera, ma rimane consustanziale all’opera di realizzazione del Parco urbano e del sistema metrotramviario.

La metropolitana leggera è obsoleta ed ha un impatto ambientale rilevante.Si deve inoltre porre nella dovuta attenzione, il fatto che il realizzando Parco Urbano e l’opera pubblica di collegamento metropolitano, per come concepito, pone un problema di accessibilità dei luoghi, sia pubblici che privati, finendo per riproporre una “barriera” tra la città e il quartiere di via Popilia. Inoltre provocherà un rilevante danno non solo alle attività commerciali che insistono sul Viale G. Mancini ma anche quelle del centro cittadino, già isola pedonale, posto che non sarà più possibile parcheggiare lungo il Viale.

In ragione di questa ed ulteriori considerazioni si osserva che dalla realizzazione della metropolitana leggera, inutile e dannosa, l’intera città subirà un depauperamento.

Si segnala inoltre che, ad oggi, nonostante sia stata transennata l’intera area interessata dai lavori, non sono stati esposti i cartelli del cantiere in palese violazione dell’art. 44 del dpr. 380/2001 ed i cittadini non sono a conoscenza dei requisiti minimi di pubblicità in esso contenuti e delle autorizzazioni rilasciate.In sintesi, la chiusura del sito deputato ai lavori, siccome realizzata, arreca un concreto pregiudizio alla sicurezza urbana, nella definizione plurale offerta dal D.M. 5 agosto 2008 e più in generale alla vivibilità della città.

  • L’intero progetto non è economicamente sostenibile in quanto i dati su cui si basa sono in parte infondati ed in parte superati da quelli emersi successivamente.

La pianificazione prevede infatti un traffico giornaliero di circa 40.000 persone, mentre il traffico giornaliero effettivo non potrà essere superiore a circa le 8.000 persone, ciò in considerazione del fatto che il numero dei residenti fra Cosenza e Rende è nel 2017 pari a 102.966 persone e  che la mobilità prevalente – in linea con il dato nazionale – è effettuata con mezzi pubblici solo nella percentuale dell’1,2%.

Per di più, i dati demografici forniti all’atto dell’elaborazione del piano definitivo sono erroneamente ancorati al 2001 e non tengono conto né dell’ultimo censimento del 2011 (che riporta una sensibile riduzione della popolazione), né del calo demografico degli ultimi anni, né della costante emorragia migratoria della popolazione nel nostro territorio.

Ad ogni modo, il numero dei residenti tra Cosenza e Rende non giustifica la realizzazione di un’infrastruttura che è consigliata per agglomerati urbani con residenti in numero superiore ai 250.000.

Le previsioni economiche all’epoca elaborate sono assolutamente inattendibili e tali da portare al dissesto in poco tempo i Comuni di Cosenza e di Rende.

La metrotramvia non è utile al cittadino, in quanto non facilmente raggiungibile da molte zone della città e non garantisce un trasporto veloce: il tempo di percorrenza per raggiungere l’Università è stimato in 45 minuti.

Anche per tale ragione si avrebbero incassi di gran lunga ridotti rispetto alle previsioni, mentre invece i costi di gestione rimarranno invariati.

Ciò che rileva è che i costi di gestione annui, previsti per circa 35 milioni di euro, saranno a carico dei cittadini e dell’utenza.

Ed invero, il fondo regionale per il trasporto pubblico rimborsa solo il 65 per cento del costo a chilometro, mentre il restante 35 per cento è a carico dell’utenza.E’ del tutto evidente che i bilanci dei Comuni di Cosenza e Rende non sono in grado di reggere una perdita annua aggiuntiva di 22 milioni di euro e che presto iniziativa della metropolitana leggera porterà in dissesto i bilanci dei due Comuni.

Si ignora se i Comuni interessati apposteranno in bilancio dei fondi di rischio per perdite, come pure dovuto, di certo, il punto sostanziale è che i Comuni non hanno la dotazione finanziaria per reggere l’impatto di tale perdita e ciò avrà ricadute sulla qualità della vita dei cittadini.

La gravità della situazione è resa evidente dalle esperienze di tutte quelle amministrazioni che hanno adottato questo sistema di mobilità e che per gli alti costi di gestione versano in una situazione di dissesto.

L’insostenibilità economica dell’opera è stata pure affermata dallo stesso sindaco Mario Occhiuto durante la campagna elettorale, schierandosi in quella sede nettamente contro l’iniziativa presa dai suoi predecessori.

CONSIDERATO CHE

  • Per quanto riguarda il primo punto, l’art. 2 della L. 241/90 prevede l’esercizio del potere sostitutivo in caso inerzia dell’amministrazione nell’adozione di un provvedimento espresso.
  • Per quanto riguarda il secondo punto, ai sensi dell’ art. 6 del D.L. 92 del 2008, convertito in legge 24 luglio 2008, n 125 (c.d. Pacchetto sicurezza), che ha modificato l’art. 54 del D. lgs 267/2000 (TUEL) il Sindaconella sua qualità di ufficiale di Governo, opera come organo dello stato in un rapporto di dipendenza gerarchica dal Prefetto il quale, qualora i provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi dei commi 1 e 4 comportino conseguenze sull’ordinata convivenza delle popolazioni dei comuni contigui o limitrofi, indìce un’apposita conferenza alla quale prendono parte i sindaci interessati, il presidente della provincia e, qualora ritenuto opportuno, soggetti pubblici e privati dell’ambito territoriale interessato dall’intervento.

La Corte Costituzionale, inoltre con sentenza n. 196/2009 si è pronunciata sul D.M. 5 agosto 2008 il cui articolo 1, che configura la “sicurezza urbana” come “bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale”.

Ai sensi dell’art. 14 commi 3-bis e segg. del D. L. 13 maggio 1991, n. 152 convertito in L. 12 luglio 1991, n. 203, il Prefetto per gli appalti di opere pubbliche può richiedere all’ente od organo interessato notizie e

  • informazioni sull’espletamento della gara di appalto e sull’ esecuzione del contratto di appalto.

Tanto premesso e considerato, i sottoscritti

CHIEDONO

All’Ecc.ma S.V. di voler garantire il rispetto della legge e dello Statuto comunale, all’uopo esercitando i poteri d’intervento, di controllo, di verifica e di impulso ed adottando i provvedimenti conseguenti, anche di tipo inibitorio e sostitutivo.

Ed ancora, di voler esercitare i poteri sostitutivi anche a mezzo nomina di un commissario ad acta, onde consentire l’effettività degli istituti di partecipazione popolare e portare a conoscere dei cittadini le risoluzioni del Consiglio comunale in merito alla petizione già presentata.

Di intimare all’amministrazione comunale l’adozione del Regolamento comunale per la Consultazione dei cittadini ed i referendum ed eventualmente esercitare i poteri sostitutivi anche a mezzo di commissario ad acta.

Di voler indire un’apposita conferenza coinvolgendo il comitato cittadino “No Metro”.

Di voler fissare un incontro con una delegazione del “Comitato No metro” al fine di discutere di tutto esplicitato in premessa.

Distinti saluti

Comitato NoMetro