Cosenza, Mauro è indagato per abuso d’ufficio e falso ma nessuno lo scrive

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

Da due settimane Raffaele Mauro, il direttore generale falsamente depresso dell’ASP di Cosenza, è iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica, anche se tutti sapete che il suo vero nome è “porto delle nebbie”.

Le ipotesi di reato sono abuso di ufficio e falso ideologico, per non avere impugnato la sentenza del 27 novembre 2015 con la quale il giudice Silvana Ferrentino gli riconobbe la causa di servizio per la sua’grave” depressione e per non avere dichiarato di avere un contenzioso in corso con la Regione, motivo per il quale dovrebbe essere subito rimosso.

Era così depresso Mauro da essere stato nominato, appena cinque settimane dopo, direttore generale ! Sarà andato a Lourdes nel frattempo?

Ora lo ha addirittura convocato anche la Commissione di vigilanza del Consiglio regionale, presieduta da Ennio Morrone, cioè da uno che ha un bel “pacchetto” cliniche su cui Mauro dovrebbe vigilare (!). Un po’ come affidare a Dracula il Centro Trasfusioni di un ospedale. 

A parte questi dettagli ridicoli, i media di regime non pubblicano la notizia. E Massimo Scura, il burocrate che si porta a casa a quasi ottant’anni, duecento mila euro lordi annui, non agisce. Ne ha chiesto la rimozione un mese e mezzo fa ma si fa palleggiare dall’ufficio legale della Regione.

E Mauro continua a  regalare i nostri soldi ad avvocati esterni, a medici truffatori conclamati e condannati dalla Cassazione persino alla sua attuale compagna.

Tutto questo accade mentre il povero avvocato Niccoli, che aveva tentato di fare appello alla sentenza di novembre 2015, è stato punito e cacciato dall’ufficio legale.

Che vergogna!