Cosenza, metro senza autorizzazioni e lavori mai iniziati: Palla Palla tace

Il cantiere senza autorizzazioni dell’ex hotel Jolly è chiuso o almeno non abbiamo avuto notizie di demolizioni “notturne” (ché col cazzaro non si sa mai!), ma non si è aperto nemmeno quello della metro leggera, però, il cui avvio era stato addirittura annunciato per la fine di luglio.

L’archistar Occhiuto si è talmente indispettita per la mancata demolizione dell’ex hotel Jolly che con i suoi altissimi lamenti sovrasta il silenzio dell’altro protagonista della vicenda: Mario Oliverio, meglio conosciuto come Palla Palla.

Il Governatore di tutte le Calabrie non dice una parola da giorni e, soprattutto, non dice una parola sull’assenza delle necessarie autorizzazioni della Grande Opera per eccellenza: la metro leggera sponsorizzata, promossa e finanziata dalla Regione Calabria, a guida Oliverio, per decine e decine di milioni di euro.

Sì, perché, nel caso vi fosse sfuggita la notizia, anche la metro è senza Autorizzazione Paesaggistica in presenza di vincolo, senza Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e senza Valutazione di Impatto Strategico (VAS) e, di conseguenza, corre il serio rischio di non poter essere realizzata.

Vi chiederete, e ce lo chiediamo anche noi, come è possibile che neanche la Regione abbia chiesto la VIA, la VAS, l’Autorizzazione paesaggistica al Mibac di cui all’art. 142, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 42/2004 ed il permesso ai suoi stessi uffici dell’assessorato regionale alla Pianificazione territoriale ed urbanistica, retto dal professor Franco Rossi?

Il Governatore di tutte le Calabrie avrebbe dovuto rispettare la sua stessa Legge Paesaggistica perché sia la metro leggera, sia il progettone “Museo del Nulla-Ponte dei Vavusi-Parco della Scienza-Parco Acquatico-Planetario-Tagadà-Ovovia-Montagne Russe” sono sottoposti al QUADRO TERRITORIALE REGIONALE a valenza PAESAGGISTICA (QTRP) della Regione Calabria adottato il 22.04.2013, ma approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 134 del 3.08.2016 che –all’art. 73 ed all’articolo 13, comma 4, lett. a) e b) del Tomo IV pubblicato sul BURC n. 84 del 5.08.2016- vieta una numerosa serie di cose che, invece, Oliverio e Occhiuto vorrebbero fare sulla riva destra e sulla riva sinistra del fiume.

Il succitato QTRP, e quindi gli uffici regionali, avrebbe dovuto imporre vincoli nel Piano Strutturale Comunale del Comune di Cosenza riguardo ai fiumi intorno ai quali non si può costruire fino a 150 metri e solo con opere infrastrutturali e di ingegneria naturalistica e ai centri storici perché “le zone di espansione contigue al centro storico o interferenti con esso dovranno localizzarsi in modo da evitare o non consolidare contiguità edilizie con organismi urbani antichi cosi da non alterare l’aspetto del loro intorno, specie in situazioni morfologiche singolari (crinali, promontori)”. Come si spiegano tutte queste infrazioni e, soprattutto, come si spiega il mancato controllo della Regione e del Governatore di tutte le Calabrie?

Vi chiederete, e ce lo chiediamo anche noi, come è possibile che neanche la più grande impresa edilizia italiana, la Cooperativa CMC di Ravenna, non abbia alle sue dipendenze neanche un geometra che chieda, non diciamo la VAS, ma almeno la VIA, come quelle che si compilano per coprire un terrazzo?
Il controllore, dunque, è lo stesso Ente del controllato: la Regione Calabria. Il Governatore di tutte le Calabrie, forse il principale sconfitto a seguito di queste rivelazioni, non batte ciglio, tanto che i lavori non sono iniziati.