Cosenza, Movimento Noi: “Occhiù, adesso la metro non è più buona?”

COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO NOI

Uno scandalo della proporzione di un vero e proprio tsunami si è abbattuto sulla città di Cosenza, a causa di una serie di eventi che stanno mostrando della sua pubblica amministrazione, un voltopoco trasparente. A dirlo non sono i cittadini e basta ma le alte istituzioni dello Stato e la Giustizia Amministrativa, che ieri ha bloccato con una sentenza i lavori di demolizione dell’ex Hotel Jolly, poiché non risulta essere di proprietà del Comune di Cosenza.

Eppure, un’impresa che ha concorso e vinto una gara d’appalto, sta lavorando già da mesi e ha smantellato di questo immobile al centro di polemiche, tutti gli infissi. Il Movimento Noi pone tre domande alle quali, forse, potrà rispondere la magistratura, per poi riepilogare quanto assume tristemente i lineamenti di una soap opera che vede tra i protagonisti il sindaco di Cosenza ed il presidente della Regione Calabria.La prima domanda è: come è possibile che il Comune aggiudichi una gara per la demolizione di un bene che non è di sua proprietà? Questo è il senso della sentenza del Tar Calabria che ferma tutti i lavori perché la proprietà dell’Ex Hotel Jolly non sarebbe del Comune ma dell’Aterp. La seconda domanda è: come è possibile che non ne sia a conoscenza l’intera Giunta che, proprio poche ore prima ha annunciato tramite la stampa locale che: “Museo Alarico, c’è l’ok della giunta”? La terza domanda è: come è possibile che i consiglieri comunali non sappiano quanto sentenziato dal Tar Calabria?

Quella che si può considerare una telenovela è partita sull’imposizione del primo cittadino che a luglio ha annunciato che avrebbe abbattuto l’ex hotel Jolly etichettandolo come “mostro”. Partono i dubbi sui permessi per la demolizione e si scopre ad agosto che i permessi non ci sono. Quando il 20 agosto il Comune di Cosenza ottiene qualche permesso, si scopre che non è mai stato autorizzato dalla Regione.Intanto il campionato di serie B inizia e i lavori allo stadio del Cosenza Calcio vanno avanti spediti, il primo cittadino si fa i selfie e rilascia interviste trionfali: “La partita si può fare perché il manto erboso è il migliore della serie B”. Poi, arriva il no dell’arbitro e si scopre che c’erano le Nottue che “divoravano il terreno di gioco”. Intanto 10.000 tifosi sono furiosi con l’unico vero responsabile: il sindaco.

Sempre questa estate Occhiuto chiude al traffico il Centro storico con una protesta dei commercianti e residenti senza precedenti. Capisce dopo un mese d’aver sbagliato e “si fa chiedere” di riaprirlo di notte! Altri articoli trionfali e selfie ma non serve a niente. La protesta continua.

Come se non bastasse, cambia idea sulla metro, grazie alle avances di Mario Oliverio e dice che ha fatto “il miglior accordo possibile per la Città”. Per questo, con grande disagio dei cittadini senza strade alternative – che pure sono state finanziate dalla Regione ma mai costruite – vengono chiuse numerose strade per l’inizio lavori del Parco, detto del “benessere”. Selfie col Presidente della Regione…

La gente protesta per il traffico caotico in città e la mancanza di viabilità alternativa, ma il sindaco continua a dire che la metro è cosa buona. Si dice anche la Metro sia priva di alcune autorizzazioni e sul punto l’autorevole giornalismo investigativo potrebbe fornirci molte risposte. Il traffico aumenta, ma il sindaco nega, nonostante centinaia di foto e video vengano postati sui social!

Il 18 Settembre – ieri – il Tar Calabria sentenzia che il Comune non ha la proprietà dell’ex Jolly hotel e non può demolire; intanto ha già fatto l’appalto per la demolizione sei mesi prima e l’Impresa sta lavorando da mesi, ha già eliminato tutti gli infissi di uno stabile che non è del Comune ma di altri.

A questo punto Occhiuto grida al complotto (come fa spesso): “mi ostacolano anche infiltrati tra i miei collaboratori”, fa marcia indietro su tutto e manda messaggi al presidente Oliverio tramite Facebook. Insomma, se non gli danno il Jolly, si fermeranno i lavori sulla Metro. E farà saltare l’accordo firmato nel quale erano previsti gli impegni del Comune: avrebbe dovuto dare 800.000 euro per “avere” il “mostro da abbattere”. Adesso la metro non è più buona? 

Cosenza, intanto, continua a soffrire di traffico e smog ma soprattutto è ostaggio di una guerra elettorale tra Mario Occhiuto e Mario Oliverio. Il sindaco non si ferma e inaugura la piazzetta di Via Roma con selfie diurni e notturni. È stanco, senza autorizzazioni praticamente su nulla, è stressato e deve sfogarsi. L’invito spassionato che rivolgiamo al sindaco, alla Giunta, a tutti i consiglieri è quello di dimettersi dignitosamente.