Cosenza nel pallone, la prima Serie B: la salvezza “miracolo” firmata Attilio Demaria

Nel primo, storico campionato di Serie B del 1946-47 il Cosenza si è affidato ad un grande campione, l’italo-argentino Attilio Demaria, ormai 37enne ma con alle spalle una straordinaria carriera che l’ha visto Campione del Mondo nel 1934 e massimo protagonista del calcio italiano con l’Inter al fianco di “mostri sacri” come Peppino Meazza e Giovanni Ferrari. Demaria arriva a Cosenza con l’incarico di allenatore-giocatore, così com’era accaduto per Renato Vignolini, artefice della promozione in Serie B.

Viene allestita una formazione competitiva per il traguardo della salvezza. Arrivano due forti terzini come Manni e Delfrati, torna in rossoblù il mediano Ciccio Delmorgine, cui vengono affiancati Crola e Casartelli mentre per la prima linea arrivano un quotato giocatore di categoria come Polacchi, il centravanti Pepe e l’ala Tapparello.

Demaria, nonostante l’età e qualche chilo di troppo, ha mantenuto intatto il suo eccellente bagaglio tecnico e la sua grande intelligenza tattica e rappresenta comunque una garanzia per tutta la squadra. Il 22 settembre 1946 il rinnovato e restaurato “Città di Cosenza” ospita la prima partita di campionato tra Cosenza e Salernitana. I campani vengono definiti da tutti gli addetti ai lavori come una squadra fortissima e l’1-1 finale viene accolto con soddisfazione. La Salernitana passa in vantaggio con Margiotta al 25′ del primo tempo. Il pareggio giunge al 15′ della ripresa grazie a un calcio di rigore trasformato, manco a dirlo, da Attilio Demaria. E non mancano le recriminazioni per l’arbitraggio, al di là del penalty giustamente assegnato ai Lupi, in maglia gialla per dovere di ospitalità. Il Cosenza gioca con: Caruso, Manni, Dedone, Trombino, Casartelli, Crola, Tapparello, Cattarin, Pepe, Demaria, Polacchi.

Sconfitto a Lecce, dove gioca il cosentino Luciano Gisberti, grandissimo portiere, il Cosenza non riesce a battere il Foggia in casa (1-1), in una gara caratterizzata dalla contestazione del pubblico nei confronti dell’arbitro. A Catanzaro, poi, nella quarta giornata, sale in cattedra il portiere cosentino Franco Biasi, già tra i protagonisti della promozione in Serie B. Chiamato da Demaria al posto del titolare Caruso, Biasi si esalta al cospetto degli attaccanti catanzaresi e ne vanifica ogni tentativo, inchiodando il risultato sullo 0-0 finale. Giuseppe Carci sul Corriere dello Sport titolerà il pezzo sulla partita con un più che eloquente “Catanzaro-Biasi 0-0” e conterà ben otto interventi determinanti dell’estremo difensore rossoblù. Sarà una delle poche soddisfazioni di un girone d’andata disastroso (solo nove punti). Demaria però ha in serbo per se, per la squadra e per i tifosi un girone di ritorno ad altissimi livelli. Conquistando 20 punti, infatti, il Cosenza non solo abbandonerà la posizione di fanalino di coda, ma riuscirà a salvarsi. Un’impresa che solo qualche mese prima sembrava impossibile.Il campione italo-argentino firmerà complessivamente sei reti in trentuno partite: oltre al rigore contro la Salernitana, gli sportivi più maturi ricordano una splendida doppietta al Taranto, un altro gol alla Salernitana in trasferta, al vecchio Vestuti, e un gol su rigore al Lecce davanti al pubblico del “Città di Cosenza”. Al di là dei gol, tuttavia, la grandezza del fuoriclasse consiste nell’organizzazione del gioco e nelle sue doti di tecnico, convinto assertore del metodo piuttosto che del sistema. Tanto per intenderci, il metodo prevedeva il libero alle spalle dei mediani e dei terzini: una sorta di rivoluzione tattica nella vecchia mentalità dei pionieri del calcio.

Tra le soddisfazioni più belle di quel campionato figura anche una fantastica vittoria (6-0) ai danni del Perugia: si tratta del risultato più largo ottenuto in tutti i tempi dal Cosenza nella serie cadetta.

Tra i cosentini, Ciccio Delmorgine si guadagna l’appellativo di “mastino” e timbra trenta gettoni di presenza, l’ala sinistra Raffaele Bruno (alla cui memoria è intitolata la Tribuna Rossa) si conquista il ruolo di vice Polacchi (la bizzosa ala sinistra triestina che spesso e volentieri diventa irreperibile…) e gioca dodici gare mentre il mediano Domenico Trombino sarà schierato titolare in otto partite. Scampoli di gloria anche per una vecchia conoscenza, quell’Ulderico Alò titolare nel Cosenza alla fine degli anni ’30 e poi emigrato a Brindisi e Crotone. Il mediano giocherà tre volte, così come Biasi, cui non ha portato troppa fortuna la grande prova di Catanzaro.

CLASSIFICA FINALE SERIE B GIRONE C 1946-47

SALERNITANA 44; Ternana 41; Pescara 37: Lecce, Scafatese 35; Torrese, Rieti 32; Palermo, Brindisi, Arsenale Taranto 31; Perugia 30; COSENZA, Siracusa 29; Albatrastevere 28; Taranto 27; Catanzaro, Foggia 26.