Cosenza, non c’è via di scampo: quasi quasi mi faccio uno shampoo (di Ciccio De Rose)

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di Ciccio De Rose

Ci sono avvenimenti, fatti e circostanze che risvegliano la retorica… la minchiata del momento è la ‘ntitolazione di una via ad un boia fascista del passato che nemmeno in punto di morte ha rinnegato il suo passato morendo fascista dopo aver assassinato e avendo avuto il culo di non essere ammazzato a sua volta…

La mia scuola di Cambridge e Oxford – considerato che non esiste più memoria storica e politica del passato se non parolaia – mi fa dire, in rispetto della scuole sopracitate che mi hanno visto attento allievo, che non me ne frega una beneamata e che invece mi interesserebbe leggere che non esistono più disoccupati, che la sanità funziona e che il traguardo della pensione non è una chimera… tutto il resto è noia, tremenda noia come quella di aspettare il Bambino Gesù che dopo tre mesi all’incirca muore, la Champions pallonara, il Festival di Sanremo…

Dal torpore e dalla droga somministrata dalla classe dominante potremmo essere svegliati, per un giorno di allegra vendetta, dalle gacce minacciose messe in piazza…ma anche lì ci sarebbe il pericolo di far slittare la rivendicazione perché quel giorno, proprio quel giorno, magari è indetta la sagra della mulinciana o del cuddrurieddru e tra poco anche quella della frittuliata con la quadara ca tuttu u munnu appara o dal treno di Renzi che mi ricorda le vacche di Fanfani… non c’è via di scampo, quasi quasi mi faccio uno shampoo!