Cosenza, novembre 2001: una giornata con Mondonico

Un tackle di Gabriele Carchidi su mister Mondonico - FOTO MARIO TOSTI -

Qualche ora fa l’ultimo saluto a Emiliano Mondonico nella sua Rivolta d’Adda tra cori da stadio, fumogeni e… sedie alzate. Questo invece è il nostro ultimo ricordo. Una giornata trascorsa insieme da Mondonico e dai giornalisti sportivi cosentini tra una partita e una bellissima cena. 

COSENZA, novembre 2001

di Marcello Romanelli

Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Ore 15, fischio d’inizio di una giornata interamente dedicata a Emiliano Mondonico: i giornalisti lasciano a casa registratori e penne e arrivano al “Sanvitino” in pantaloncini, pronti a sfidare il tecnico di Cremona e lo staff dirigenziale del Cosenza Calcio. Mancano pochi minuti al match e nello spogliatoio dei giornalisti nasce subito un giallo: Attilio Sabato non trova la sua numero 10. Era stato Fabio D’Ippolito che, quatto quatto, si era impossessato della maglia dei sogni. La punizione per il conduttore di “A Lupo A Lupo” non può essere che una: la panchina.

Storie di numeri dieci, storie di calciatori incompresi. Il numero magico dall’altra parte invece è sulle spalle di Luca Pagliuso. “Il mister non ha avuto dubbi: maglia e numero mi appartengono! La prima che ha consegnato, sulle altre aveva molti dubbi…”. Tutto è pronto? Ancora no! Federico Bria è convocato all’ultimo minuto dall’Emiliano nazionale. “Federico fa parte dello staff del Cosenza Calcio, è il nostro addetto stampa, deve giocare con noi!”. L’addetto stampa del Cosenza Calcio non fa una piega, ma non molla la maglia dei giornalisti. “Come il sindaco Mancini sarò io a scegliere il mio sostituto”….

Bene, ora si parte! Pino Pincente, messo fuori squadra dal team Eugenio Caligiuri, dà inizio alle ostilità. Un fischietto di prim’ordine e in grande forma fisica! I giornalisti cercano subito la profondità per il duo di punta più pericoloso degli ultimi dieci anni: Attilio Sabato e Valter Leone. Ma lo staff tecnico del Cosenza Calcio non ha intenzione di regalare nulla e guidato da Daniele Fortunato (complimenti: non sfigurerebbe ancora in serie B!) risponde colpo su colpo a una squadra ospite che, dopo dieci minuti, si sgretola. Gigi Marulla, Emiliano Mondonico. Alberto Urban: tre uomini, tre passaggi. Le teste di Franco Rosito, Roberto Barbarossa, Antonio Lopez, Massimo Mitidieri girano e come se giorano… I quattro alzano continuamente la mano per invocare il fuorigioco e Mondonico non gliele manda a dire: “Vi ha rovinato tutti Sacchi, abbassate queste mani e giocate!”. Fine primo tempo. Colistro è battuto per cinque volte, tre le reti del “Mondo”, in gol anche Urban e il magazziniere Roberto Loria. I giornalisti ne segnano una (di testa) con l’eroe dei due mondi, Gabriele Carchidi.

Seconda frazione di gioco. La “vecchia guardia” dei giornalisti resta negli spogliatoi per una calda e salutare doccia. In campo le nuove leve. La musica non cambia, ancora dominio territoriale e gol per la squadra rossoblù: Massimiliano Fucilla, “Garrinchia” per gli amici, mostra doti insperate, segna quattro gol e ha la copertina: un grande. Il “grande capo” Mondonico firma un altro gol e poi provoca un’autorete irresistibile. Colpi da vero campione.

Ma c’è anche il tempo per annotare l’esecuzione di Fabio D’Ippolito dal dischetto, che sbaglia clamorosamente un rigore e conferma che la maglia numero dieci non la meritava. Piero Bria segna la seconda rete della “seconda bandiera”… 

Il match si sposta dal campo alla tavola. Il team manager Caligiuri organizza la cena, paga Luca Pagliuso (almeno così sembra anche se il dubbio resta, vista la “resistenza” del vicepresidente Pietro Marsico alla cassa). Nell’accogliente agriturismo della Contessa, tra vino rosso e fusilli al sugo, esce fuori il vero Mondonico. Al suo tavolo gli argomenti principali sono due: donne e pallone. Il vino scende e il baffetto birichino del “Mondo” soddisfa le molteplici curiosità. Capitolo primo: simpatie e antipatie: “Zaccheroni mi sta sui… Reja idem, a Terim, nel derby, dovevano togliere il patentino di allenatore visto che ha fatto giocare Costacurta da terzino destro. Lippi? Uno juventino, preferisco la libertà. Mutti: gran brava persona”. Capitolo secondo: le donne. “Dietro ogni uomo c’è sempre una donna: vorrei conoscere l’amante di Di Marzio e stringerle le mano”.Capitolo terzo: il giornalismo sportivo, l’imputato è Franco Segreto. Il direttore sportivo Ciccio Marino esplode: “A volte avete scritto cattiverie sul Cosenza, non lo puoi negare…”. Pagliuso junior e lo stesso Mondonico cercano di calmare gli animi ma è troppo tardi. Il Cosenza Calcio si è “giocato” il Corriere dello Sport. All’altro tavolo si brinda con Gianni Colistro che grida: “brindisi a De Rosa, viva Gigi…”. Alessandro Russo invece ritorna sull’esonero di De Biasi e Luca Pagliuso rompe l’incantesimo: “Si è fatto tardi, arrivederci”. Mondonico non ci sta e per dieci minuti ripete: “Luca dai, ancora un minuto…”.

Un minuto, un solo minuto è bastato per conoscere un uomo genuino, un uomo contro tutti: signori, questo è Emiliano Mondonico.