Cosenza: Occhiuto, la gaffe della Svizzera e il disprezzo per chi lavora

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Il primo giorno di scuola è volato via. Occhiuto non ha perso tempo per infilarci la solita megalomania ma quando scrive che “Cosenza è come la Svizzera” non si accorge nemmeno di aver fatto una gaffe grande almeno quanto la sua testa. Perché anche i bambini sanno che la Svizzera, molto più che per l’ordine nelle strade, è conosciuta per essere il paradiso fiscale per eccellenza. E Occhiuto, che di evasione fiscale se ne intende, si è coperto ancora una volta di ridicolo. Quasi a confermare che qui a Cosenza i papponi come lui le tasse (e i debiti…) non ci pensano neanche a pagarli. Per non parlare del riciclaggio del denaro sporco, che qui a Cosenza ricorda moltissimo quello della Svizzera, come abbiamo scritto più volte (http://www.iacchite.com/mafia-e-politica-cosenza-e-la-svizzera-del-malaffare-fino-a-quando/). Una barzelletta vivente, viatadiddru…

Anche i lecchini della sua corte dei miracoli cantano vittoria perché, a loro dire, non ci sarebbero stati ingorghi ma è sotto gli occhi di tutti quanto la città sia paralizzata. Chi viene dalla provincia per arrivare nel budello cosentino “strozzato” dal cazzaro ci mette almeno un’ora e su viale della Repubblica i poveri automobilisti sono costretti a fare la gimkana per poter fare il loro tragitto. Per non parlare dei commercianti, letteralmente travolti dall’ordinanza del sindaco che non conosce il significato della parola “lavoro”.

Un disastro senza precedenti che mai nessun sindaco aveva mai voluto sperimentare sulla pelle dei cosentini ma lui, il cazzaro, si sente unto dal Signore, oltre che dai lecchini, e non si rende conto di quanto i cosentini stiano masticando amaro e non vedano l’ora di fargliela pagare.

Già domani ne avrà una prima prova con le manifestazioni promosse dalle 9 alle 12 a via Roma – all’incrocio con via Tancredi e via Rodotà – e a piazza Fera da cittadini e commercianti inviperiti contro Occhiuto per la desertificazione di via Roma, piazza Fera, viale della Repubblica e dintorni. Laddove nessun sindaco, neanche un gigante della politica come Giacomo Mancini, aveva osato, ecco arrivare il “nano” ad imporre la sua legge. Un atteggiamento da despota che ha seriamente irritato tutti i cosentini.