Cosenza, Occhiuto e le ditte amiche: ricominciamo!

Carlo Pecoraro e il sindaco Mario Occhiuto
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Il senso dell’impunità genera mostri e rende i corrotti e i collusi sfacciati di fronte alla Giustizia, e alla cittadinanza. Non se ne fregano niente delle regole e del rispetto del denaro pubblico che usano come più gli pare. Tanto non devono dare conto a nessuno. Anche quando gli imbrogli sono chiari e palesi, come nel caso che stiamo per raccontarvi, possono stare tranquilli perché sanno che nessuno mai, a Cosenza, gli chiederà conto dei loro illeciti. Possono fare, con il denaro pubblico, quello che gli pare, come gli pare e quando gli pare. Ed è così che continua comportarsi l’amministrazione Occhiuto in materia di somme urgenze e affidamenti diretti. Segno evidente che nulla è cambiato, e che la cupola politica/massonica/mafiosa è forte ed attiva più che mai.

Andiamo per ordine.
Sono apparse qualche giorno fa sull’albo pretorio on line del Comune di Cosenza alcune determine di somma urgenza che dire strane, è dire poco. Le determine in questione, la numero 1467/2017, e la numero 1468/2017, pubblicate il 13 luglio 2017, fanno riferimento ad urgenze relative “al diffuso dissesto idrogeologico verificatosi nei giorni 11 e 12 novembre del 2016 sul territorio cittadino”.

La prima, n. 1467, si riferisce a: frana avvenuta nel quartiere Portapiana, smottamento carreggiata strada a contrada Guarassano, frana nel Vallone di Rovito, frana in via Romualdo Montagna, e micro frane per tutto il territorio cittadino. La seconda, n. 1468, si riferisce a: le stesse cose della determina precedente.

Per entrambe le determine, che presentano in oggetto gli stessi lavori, è stato redatto un verbale di somma urgenza datato 14. 11. 2016,  affidando i lavori a due ditte diverse.
A parte che non si capisce come possa una somma urgenza del novembre scorso –  definita tale per via dell’urgenza dei lavori da cui dipende l’incolumità dei cittadini –  apparire dopo 8 mesi come se quell’emergenza fosse ancora in atto, già questo pone una serie di domande: ma queste frane, in questi otto mesi, sono state rimosse, sono rimaste lì, i luoghi sono stati messi in sicurezza? E se i lavori sono avvenuti nel novembre scorso, chi li ha autorizzati e pagati dato che, come dicono le determine, non si è potuto procedere allora perché non c’erano i soldi che sono stati trovati solo adesso? Allora di che emergenza stiamo parlando?

Ma le sorprese non finiscono qui, ad effettuare questi lavori di ripristino e rimozione delle frane, oggi, sono state incaricate due ditte che conosciamo bene: la ditta Mazzuca geometra Nicola, per un importo di: 89.805,40 euro. E l’altra ditta è la C.M.T. di Francesco Amendola per un importo di: 47.499,16 euro. Entrambe dovrebbero occuparsi di effettuare gli stessi lavori.

Giova ricordare alla procura cosentina che la ditta Amendola è stata destinataria insieme all’ex capogabinetto Potestio, all’ex dirigente esterno nominato da Occhiuto Cucunato e dal dirigente Pecoraro di un avviso di garanzia proprio per una serie di illeciti sulle somme urgenze e gli affidamenti diretti, per capirci i famosi appalti spezzatino. Inchiesta in mano alla Manzini da più di un anno.

Di più: un’altra cosa che non si capisce di queste determine è come sia possibile che superino entrambe la soglia prevista dalla Legge, ovvero i 40.000 euro. Oltre il quale è necessario indire una gara o fornire una reale spiegazione motivata dall’urgenza e dal pericolo imminente per l’incolumità dei cittadini, fattori che in questo caso vengono a mancare, dato che parliamo di una “emergenza” risalente ad 8 mesi fa.

Ecco, dire e far “notare” queste cose per qualcuno vuol dire avercela con Occhiuto. Seminare odio e costruire dossier. Ma la realtà è sotto i vostri occhi e questo ennesimo caso di evidente abuso d’ufficio ne è la prova. Il sistema corrotto continua imperterrito il suo cammino senza badare neanche alla forma, sicuro com’è di farla franca ancora una volta.