Cosenza, Occhiuto e le ditte amiche: tutti gli affari con l’Impresa Mirabelli Gianfranco

E’ da tempo ormai che nelle nostre cronache quotidiane ci occupiamo della ditta Gianfranco Mirabelli (in realtà la denominazione esatta è IMG ovvero Impresa Mirabelli Gianfranco), con sede a Quattromiglia di Rende, attiva dal 1980.

La ditta o impresa in questione fa parte a tutti gli effetti di quel sistema di “ditte amiche” che vengono foraggiate in maniera sfacciata da Mario Occhiuto, sempre pronto poi a scaricare su qualche dirigente comunale ogni responsabilità. Proprio ieri è stato reso noto che il costruttore rendese è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Paola diretta da Pierpaolo Bruni per le modalità di esecuzione dei lavori di piazza Santa Teresa e del complesso monumentale della chiesa di San Domenico Hortus Conclusus (piazza Tommaso Campanella inclusa).

MIRABELLI&PRINCIPE

In principio, in verità, il geometra Gianfranco Mirabelli fa parte del “dream team” dei politici palazzinari che fanno il bello e il cattivo tempo a Rende, grazie a Sandro Principe. Una squadra formata da famiglie come Stellato, De Rango, Raimondi, Ruffolo (il costruttore in questo caso era lo stretto congiunto Luigi), Marchiotti e Vena.Il giovane Mirabelli, Francesco, figlio di Gianfranco, è uno dei collaboratori più stretti di Sandro Principe, consigliere comunale blindato e viene candidato anche alle Regionali e dovunque possa essere utile. Poi, piano piano, questo rapporto che sembrava così solido si affievolisce, Principe perde il Comune e così il capofamiglia cambia “cavallo” e si converte all’occhiutesimo. Siamo tra il 2013 e il 2014. E il dottor Bruni queste cose le sa bene, poiché era lui il titolare dell’inchiesta sul cosiddetto Sistema Rende del quale le costruzioni erano certamente la parte più scottante e che invece è rimasta clamorosamente fuori nonostante gli arresti di Principe e degli altri politici vicini a lui.

PIAZZA SANTA TERESA E IL PALAZZO DI OCCHIUTO
Il battesimo del fuoco per il sodalizio Occhiuto&Mirabelli è piazza Santa Teresa, progettista l’architetto Cundari, una delle piazze più brutte del mondo… Ma Mirabelli e Occhiuto, per quanto se ne sa, erano già entrati in sintonia qualche tempo prima per questioni legate al palazzo di via Giulia (lato viale Parco Mancini) nel quale risiede il sindaco per il quale molti sostengono che non solo ci sarebbe lo zampino del Mirabelli ma decisamente di più.

L’APPALTO A ROTA GRECA

Rota Greca è uno dei feudi degli Occhiuto, che determinano i sindaci e dopo Dino D’Elia hanno piazzato Roberto Albano, fedelissimo di Mario. Nell’anno di grazia 2015 è stata portata a compimento una notevole opera pubblica. Si tratta del rifacimento di una fondamentale arteria viaria. L’intervento in oggetto, denominato in ogni dove con il progetto ”Ripristino strada comunale Summico” , rappresenta il volano per le attività agricole del luogo, considerato che collega Rota Greca ad altri due comuni limitrofi.

Analizziamo nei dettagli la parte piccante della questione. Il responsabile del settore tecnico, Mirko Tucci, è il nipote di Occhiuto, beneficiario di una ricca consulenza. E con determina n. 43 del 16/07/2015, avvia l’iter di una pseudo-gara per l’intervento in oggetto mediante procedura finalizzata ad affidamento diretto senza pubblicazione di bando. Successivamente designava l’impresa “MIRABELLI GIANFRANCO IMPRESA EDILE” con sede Rende (CS) alla via Marconi n.85, UNICA partecipante NONCHE’ MIGLIORE OFFERENTE per la modica cifra di euro 113.739,60 oltre IVA.

Infine il nipote di Occhiuto, Responsabile unico del progetto, con DETERMINAZIONE n.58 del 20/08/2015…

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Un metodo assai conosciuto a Palazzo dei Bruzi…

IL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA CHIESA DI SAN DOMENICO

I tempi sono maturi per nuove e più impegnative prove ed eccoci al capolavoro. Fatto sta che gli affari di Mirabelli con il Comune di Cosenza vanno sempre più a gonfie vele e culminano in questa ormai famosa vicenda di San Domenico.

La vergogna dei lavori di sistemazione della piazza antistante la chiesa di San Domenico è sotto gli occhi di tutti i cittadini di Cosenza.

Nei primi mesi dell’anno che sta per finire si è dato avvio ai lavori di sistemazione della Piazza, lavori appaltati alla Ditta Mirabelli Gianfranco come risultante dal tabellone lavori apposto all’inizio del cantiere e più precisamente alle spalle del cartello segnaletico della città ivi presente. Dopo neanche qualche mese dall’inizio dei lavori – che sono consistiti nella realizzazione di un muro in cemento armato di contenimento della strada – e l’abbassamento della quota a seguito di demolizione del marciapiede esistente e l’eliminazione della scarpata in terra laterale, ove sono presenti i grossi alberi di leccio, tutto si è fermato.

Molte le segnalazioni agli uffici del Comune della stagnante situazione dei lavori e pressanti le richieste di come mai si fosse proceduto con l’avvio di detti lavori per poi sospenderli poco tempo dopo, creando non poche difficoltà ai pedoni che sono costretti a transitare a stretto contatto con gli autoveicoli, con pericoli per la propri incolumità. Ebbene, a seguito delle segnalazioni, si è appreso che nell’estate scorsa la Giunta Comunale ha approvato il progetto preliminare per la rimodulazione dei lavori di sistemazione e rifunzionalizzazone della Piazza Sagrato della Chiesa di San Domenico, per l’importo di 590 mila euro.

Sulla base di questa notizia, ci suona un tantino strana la vicenda che ha visto impegnata l’impresa di cui sopra nei lavori di realizzazione di un muro di contenimento, per poi avviare l’iter di approvazione del progetto, che dovrebbe riguardare la sistemazione della piazza.Sarebbe stato più ragionevole predisporre e approvare il progetto esecutivo della Piazza, per poi mandarlo regolarmente in gara e aggiudicarlo nel rispetto della normativa vigente per gli appalti pubblici, anziché avviare solo parzialmente e non si capisce con quale criterio, una piccola parte dei lavori che dovrà essere poi inclusa nel progetto totale della piazza, evitando di fatto che la cittadinanza vivesse per lungo tempo una situazione di disagio quale quello in atto.

Poi – guardate come siamo buoni – non sappiamo se questa decisione da parte del Comune sia stata presa pensando a qualcosa altro che probabilmente ci sfugge, visto che con solerzia è stato rimosso il cartello lavori che per legge doveva ancora permanere, essendo una opera pubblica. Molto probabilmente hanno ritenuto più opportuno eliminarlo, forse per evitare che i cittadini di Cosenza potessero acquisire gli elementi utili per comprendere come si gestiscono i lavori qui da noi. Non ci rimane che sperare che il dottor Bruni abbia proceduto a raccogliere le carte che dimostrano questo pateracchio e, visto che ci siamo, gli diamo un’altra dritta, che speriamo non sfugga alla sua attenzione.

PROGETTAZIONE ESECUTIVA: PRIMA ROMPONO E POI AGGIUSTANO!!!

Il 7 dicembre Occhiuto dà ordine ai suoi scagnozzi di affidare la progettazione definitiva ed esecutiva di San Domenico e lo fa adesso dopo che è stata distrutta!  La circostanza è gravissima. Della serie, come diciamo a Cosenza: prima a rumpanu, dopu a conzano e pagamu sempri nua? Il fortunato vincitore è tale architetto Francesco Coscarella e la somma necessaria per le sue prestazioni professionali di che trattasi, è pari a € 19.284,93. E speriamo vivamente che il dottor Bruni faccia annullare questa ennesima vergogna.

PIAZZA XXV LUGLIO
Non abbiamo ancora finito. A settembre hanno avuto inizio i lavori di rifacimento della piazza XXV Luglio, a ridosso della statua del poeta Ciardullo, che si trova qualche centinaio di metri prima rispetto alla parte di via Roma che porta al parco Piero Romeo prima e alle scuole elementari dopo. E anche in questo caso la ditta unta dal Divin Signore è quella di Mirabelli Gianfranco.
Il cantiere si presenta con una delimitazione fatta di paletti in ferro e rete rossa plastificata, che anche ad una prima occhiata superficiale dà immediatamente l’impressione della irregolarità, specialmente se si considera che il cantiere è collocato in una zona densamente frequentata da persone e mezzi.

Anche il più scartabellato piano di sicurezza, a nostro modestissimo avviso, avrebbe dovuto prevedere una adeguata recinzione di cantiere, utilizzando almeno dei pannelli in rete zincata e basette e non questi paletti di ferro che fanno realmente pietà e rendono bene l’idea della sciatteria e dell’improvvisazione che regnano sovrane a Palazzo dei Bruzi. Potremmo affermare che ormai a Cosenza stanno prendendo piede i cantieri “alla Occhiuto”, dove basta nominare il cazzaro per dare l’idea di pressappochismo, incapacità e volontà truffaldina diffusa.In altre città solitamente si utilizza una recinzione con pannelli chiusi in modo da rendere il cantiere più sicuro rispetto ai pedoni. Ma probabilmente qui a Cosenza, sia il Direttore dei Lavori che il Coordinatore della Sicurezza ritengono che apprestamenti provvisori possano essere eseguiti in deroga ad ogni buonsenso e senza il rispetto della sicurezza e della incolumità delle persone. Tanto in procura sono tutti assoggettati allo strapotere di Occhiuto e lo stesso procuratore Spagnuolo, come ormai sanno anche i bambini, è debitore nei confronti del sindaco perché gli ha assunto il… nipote.

Altra nota dolente riguarda anche la segnaletica di cantiere molto carente e che non assolve doverosamente al compito di rendere edotti i pedoni sui possibili rischi legati alla presenza del cantiere. Tutto è ridotto ai minimi termini ignorando di fatto quelle che sono le linee guida sulla sicurezza dei cantieri mobili e temporanei.

Quanto all’apposizione del cartello dei lavori, anche questo risulta essere non a norma in quanto non riporta dati molto importanti quali: la data di inizio dei lavori e quella di ultimazione, l’importo dei lavori contrattuale e a base d’asta, il finanziamento dell’appalto ed altri dati obbligatori per legge. E qui entrano in campo anche altre responsabilità molto gravi da parte di chi non controlla. Ci sembra stranissimo che un cantiere in pieno centro cittadino non sia stato oggetto di controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro ma è del tutto evidente che, anche in questo caso, Occhiuto, grazie al suo potere sulla procura, controlla agevolmente anche questi uffici, che lo lasciano fare indisturbato.

Ma vi pare possibile?