Cosenza, Occhiuto supera se stesso: “La Manzini è vittima di estorsione”

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Ho sempre pensato che per essere oggetto di un ricatto bisogna avere per forza degli scheletri nell’armadio. Il “ricatto” per sua natura esige un prezzo. Quello che bisogna pagare al ricattatore affinchè lo stesso non divulghi quello che di compromettente conosce sulla vita del ricattato.

C’è da dire che esistono diverse “qualità” di ricatto: morale, d’amore, emotivo,  affettivo,  e soprattutto quello  politico/mafioso/danaroso.

A denunciare di essere vittima di ricatto politico/mafioso/danaroso è il sindaco Occhiuto, che non perde mai occasione pubblica per ribadire questo problema che da qualche anno a questa parte lo affligge. Bisogna dire che più che un ricatto, quello che denuncia Occhiuto, è una estorsione. Che poi è quello che prevede il codice penale, perché il reato di “ricatto” non esiste. Così come il significato stesso di “ricatto”, se stiamo alle origini della parola, non vuol dire quello che lui intende. Il termine giusto è estorsione.

Occhiuto è da tempo che lamenta questo, dice che non può fare il suo lavoro per via di questi ricattatori, o meglio, adeguandoci all’odierno, “per via di questi estorsori”. Ma cosa vogliono estorcergli, a lui personalmente, non lo dice mai. Anche perché estorcere denaro ad un indebitato come lui mi pare difficile. E se è al denaro pubblico che questi estorsori mirano, in maniera illecita attraverso la minaccia e il ricatto, basterebbe denunciarli nelle opportune sedi. Così come fanno tutti i sindaci onesti. Ma non lo può fare, dice, perchè la vittima dell’estorsione, in questo caso, non è lui che rimane l’obiettivo finale, e descrive le modalità dei nuovi criminali: l’estorsione proviene dal web ed ha come contropartita la morte politica del sindaco, costringendo altri enti, attraverso la minaccia, ad intervenire contro la sua amministrazione. 

E per avallare la sua tesi, quella di essere vittima di estorsioni da web, fa un esempio: da tre anni a questa parte il sindaco, tenta di portare a termine la gara per la “ristrutturazione” di buona parte del cimitero di Cosenza. Ma per un motivo ben preciso, cioè l’estorsione proveniente dal web, questa gara non si riesce a fare.

la prima gara è andata buca perché, dopo la nomina da parte del prefetto della commissione esaminatrice, due commissari hanno rinunciato all’incarico, facendo saltare tutto, e rimandando tutto l’incartamento di nuovo al prefetto per proporre altre nomine. E così è stato. A distanza di un anno, il prefetto nomina altri due commissari. Ma anche questa volta i commissari si ritirano, e tutto di nuovo si ferma. Nessuno vuole fare il commissario alle gare di Occhiuto. E questo per colpa degli estorsori del web.

Secondo Occhiuto questo succede perché ci sono alcuni “blog” che fanno pressione sulla parte debole di qualche ente, in questo caso della procura, inducendola, pena la berlina giornaliera in prima pagina, ad intervenire su ogni azione amministrativa che il Comune propone. Ogni atto prodotto dalla sua amministrazione è vivisezionato da questo blog, reso pubblico e sempre accompagnato da un invito alla procura locale di intervenire.

Questa situazione ha prodotto nei ” commissari” una certa riluttanza a partecipare, come addetti ai lavori, alle gare promosse da Occhiuto, proprio per non trovarsi oggetto di indagini o inchieste “forzate” da pm senza carattere e spina dorsale che agiscono per compiacere il “blog” pur di non vedersi attaccati tutti i giorni.

Dunque è questa l’estorsione: il blog scrive che ci sono determine gare farlocche a gogò, pubblica le carte dove sono evidenti i reati, la procura indaga, e lui si sente estorto. Di cosa? Dei suoi intrallazzi, è ovvio, che essendo sotto la lente di ingrandimento, non possono svolgersi per come lui vorrebbe, ovvero truffaldinamente. E tutto per colpa del web e della Manzini che sta indagando sui suoi intrallazzi a torto perché, secondo Occhiuto, è tutto a posto e in regola, e queste indagini sono solo il prezzo che lei paga agli estorsori del web per non essere attaccata tutti i giorni.

Un ragionamento, questo, che fa paura. Perché viene fuori come realmente intende Occhiuto la giustizia, la legalità e la trasparenza. Oltre che offendere la dignità di chi fa il proprio dovere. Rimpiange i bei tempi di Granieri quando non esistevano i ricattatori del web e nessuno ficcava il naso nei suoi loschi affari.

Se tutti questi commissari rifiutano di partecipare alla gare bandite dall’amministrazione Occhiuto, non è certo perché hanno paura di finire in prima pagina ingiustamente su qualche blog, anzi è proprio il contrario. Non partecipano perché sanno che aderire ad una gara di Occhiuto, comporta diversi rischi. Tra cui quello di essere avvicinati da persone che magari ti fanno una offerta che non puoi rifiutare, e allora sì che il rischio di finire in prima pagina c’è davvero.

GdD