Cosenza, omicidio Pezzulli: assolto Domenico Cicero

La scena dell'omicidio Pezzulli Foto tratta dal libro Mamma 'Ndrangheta di Arcangelo Badolati
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L’omicidio di Carmine Pezzulli, il contabile delle vecchie cosche cosentine, ucciso il 22 luglio 2002 a Cosenza su viale Cosmai con 11 pallottole al volto, rimane ancora senza colpevoli ed entra a far parte del già lungo elenco di Cold Case cosentini. 

La Corte d’Appello di Catanzaro ha deciso l’assoluzione per non aver commesso il fatto per Domenico Cicero, “uomo d’onore” di Cosenza, reggente delle cosche confederate, che era stato condannato a 30 anni in primo grado e in Appello. Successivamente però la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado con rinvio, dando mandato per un nuovo processo, che si è concluso con la sua assoluzione.

Nei precedenti processi, si era dato credito alle dichiarazioni di diversi pentiti, che avevano individuato in Cicero il mandante dell’omicidio poiché Pezzulli avrebbe fatto sparire dalle casse della criminalità organizzata una cifra superiore agli 800 milioni di vecchie lire. 

L’omicidio Pezzulli è stato uno delitti più efferati della seconda guerra di mafia cosentina, aperta all’alba degli anni Duemila.

Gli avvocati di Cicero, Francesco Chiaia e Alessandra La Valle, avevano sempre obiettato che le prove a carico del loro assistito fossero carenti e contraddittorie.

Prima di Cicero erano stati assolti anche Francesco Chirillo quale coimputato di Cicero e Davide Aiello come esecutore materiale.