Cosenza, ospedale dell’Annunziata: cronaca di una notte movimentata a Psichiatria

Foto di Fabrizio Liuzzi
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Nella notte tra l’11 e 12 settembre (lunedì e martedì scorsi) nel reparto di Psichiatria dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza si sono vissute ore di panico: il personale infermieristico ha subito l’aggressione di un paziente, il motivo del cui ricovero a quanto pare risulta quantomeno dubbio.

Diciamocelo, come al solito, con estrema franchezza: il soggetto è stato ricoverato per evitare di andare in galera e, a quanto ci raccontano, per giorni ha tenuto in ginocchio tutti gli operatori del reparto di Psichiatria, i quali sono stati costretti ad assecondare le sue richieste per tenerlo buono.

Durante la notte in questione, ha iniziato a disturbare come fa di solito e quando gli sono state somministrate delle gocce prescritte dal medico di turno (naturalmente non di suo gradimento) ha iniziato ad andare in escandescenze.

Prima ha aggredito verbalmente gli infermieri, dopo ha inizia ad usare la violenza e dopo aver ferito un’infermiera, si è scagliato violentemente su un altro infermiere, il quale ha subito la violenza senza poter difendersi. Il peggio è stato evitato quando il soggetto è stato finalmente spinto nella stanza di degenza grazie all’aiuto di due pazienti che, vista la gravità della situazione, sono intervenuti in soccorso del personale infermieristico, aiutando l’infermiere aggredito a tenere la porta chiusa in attesa dell’arrivo della polizia. I poliziotti poi hanno provveduto ad immobilizzare il soggetto a letto. I due infermieri hanno riportato lesioni sul volto e contusioni in varie parti del corpo.

Il fatto denunciato deve essere lo spunto per far riflettere e porre maggiore attenzione sui ricoveri destinati al reparto di Psichiatria, che non è attrezzato per contenere pazienti “pericolosi” e con patologie che non rientrano nella sfera neurologica.
La catena deve essere spezzata prima che sia arrivi al Pronto Soccorso e se proprio si deve “ospitarli” sarebbe opportuno un presidio costante a tutela dei medici e degli infermieri ritenuti (da molte famiglie che hanno avuto i propri cari ricoverati) tra i più bravi a livello nazionale. Molte Psichiatrie sono dei veri e propri lager mentre Cosenza è un’eccellenza. Quindi è la magistratura ed il sistema giudiziario che non devono lasciarsi condizionare, dopo è difficile avere il controllo di questi soggetti.