Cosenza, il paradosso di Occhiuto: chiude le strade al traffico e sopprime le corse dei bus

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Egregio Direttore, mi scusi se la disturbo con quello che potrebbe sembrare un problema di poco conto. Ma per quel che mi riguarda, invece, è un problema di primo piano perché in una città che si dice europea, che chiude le vie alle auto, che crea aree pedonali per favorire l’uso di mezzi “alternativi”, l’efficienza dei trasporti pubblici diventa elemento centrale per la riuscita di questo “progetto”. Ma a Cosenza non è così.

E tal proposito le volevo segnalare un problema che puntualmente si verifica quasi tutte le sere a causa dei disservizi Amaco.

La sera esco dal lavoro zona “Agenzia delle Entrate” alle 18,00, e in teoria per quell’orario dovrebbe passare su viale Parco la tanto decantata circolare viale Mancini, cosa che ultimamente non avviene con la conseguenza che aspetto, inutilmente, alla fermata posta all’Eurospin, un bus che mai passerà. Questa situazione mi costringe, tutte le sere, a farmi tutto viale Parco a piedi. L’altra sera, per capire meglio il perché la circolare non passa alla fermata dell’Eurospin, mi sono recato più avanti, vicino lo studio Federico, in modo da prendere eventualmente la linea 54, ma questa arrivando alla fermata tira diritto senza fermarsi, lasciandomi nuovamente a piedi. Ieri sera, riesco a prendere, dopo circa mezz’ora di attesa, la circolare arancione dove mi è capitato di sentire altre lamentele perché l’altra corsa era stata soppressa e che la decantata circolare Mancini c’è solo di mattina.

Morale della favola: io pago mensilmente come un fesso 41 euro per un servizio che funziona male. Sono più le sere che me la devo fare a piedi che quelle in cui prendo il bus. Ad ogni mia rimostranza sempre la solita tiritera “segnalate e fate reclamo” ma tanto possiamo lamentarci quando vogliamo che le cose non cambiano per nulla. E poi, in quella che tutti pensano essere una città europea solo per via di quattro luci e qualche festa, nessuno dell’Amaco ha avuto l’accortezza di avvisare i passeggeri della soppressione di alcune corse. Altro che città europea!

Lettera firmata