Cosenza, perché dobbiamo dare 25mila euro al sarto della Succurro?

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Grande fermento alla villa vecchia di Cosenza per l’ennesima passerella dei cortigiani di Occhiuto. Da domani a domenica verrà celebrato il Cosenza street food village o se preferite Il viaggio dei sapori, una kermesse enogastronomica e “culturale”, che servirà – tanto per cambiare – a far girare un po’ di soldi agli amici degli amici.

Nei giorni scorsi, in molti hanno fatto un salto sulla sedia quando hanno visto l’impegno di spesa per la manifestazione e in modo particolare quando hanno visto che 25mila euro sono stati previsti per l’Atelier di Luigi D’Elia, famoso sarto cosentino che ormai da tempo si sta dando un tono anche da “intellettuale” alla Occhiuto, tanto per intenderci. Rozzo, dal confuso sapere (ché ignorante sarebbe molto meglio) e dalla sfrenata ambizione.

Il problema è che non si riesce a capire perché bisogna dare tutti questi soldi al buon D’Elia, personaggio geniale e sui generis, per carità, ma certamente furbo e attaccato al denaro. Si parla di non meglio precisate “prestazioni culturali” ma davvero non si comprende quali “prestazioni” possano costare così tanto. Manco fosse Andy Warhol!

Luigi D’Elia è stato molto vicino al vecchio Giacomo Mancini e soprattutto a sua moglie Donna Vittoria, per la quale ha disegnato tantissimi abiti, anche di un certo gusto per la verità. Così vicino che nel 1998 è riuscito addirittura a mettere in scena uno spettacolo intitolato “Sposalizio delle Acque”, il cui remake teatrale (!) “Dal Castello alla fertile Valle e dalla fertile valle al Castello” (pensate voi un po’!) è andato in scena qualche anno fa alla confluenza dei fiumi, a carico e spese della giunta Occhiuto e soprattutto della signora Rosaria Succurro, che ne è stata la più entusiasta “sponsor”. Per non parlare del pacchiano “Omaggio a Maria” di appena qualche mese fa.

Del resto, lo sanno tutti che è stato proprio Luigi D’Elia a confezionare l’abito da sposa dell’assessore Succurro per il suo recente matrimonio e allora, se è vero, com’è vero, che 2+2 fa (quasi) sempre quattro, va a finire che noi cosentini adesso dobbiamo pagare anche i chiuriti dell’assessore oltre che quelli del sindaco… A questo punto, ci auguriamo che qualcuno, dall’interno del Comune, chieda il conto a questi quattro corrotti e cerchi di bloccare questa ennesima pagliacciata.