Cosenza, piazza Fera. Sicurezza? Garantisce Occhiuto

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Il Sommo Sindaco-Architetto inaugura, stasera, la colata di cemento che ha disegnato e che ha, pervicacemente, voluto buttare su Piazza Fera. Una piazza francamente orribile dal punto di vista estetico e chiaramente sbagliata dal punto di vista urbanistico.

Il punto di vista estetico non è soggettivo come molti, soprattutto i glorificatori del Sommo Architetto, ritengono, perché un’opera, per esser ritenuta bella, dovrebbe rispondere a canoni architettonici e stilistici consolidatisi nei decenni e queste due balene spiaggiate con le mascelle spalancate non hanno alcun riscontro con le architetture contemporanee, per quanto immaginifiche e disarmoniche alcune di esse possano essere state negli ultimi decenni.

Dal punto di vista urbanistico è totalmente sbagliata perché non solo non costituisce una “cerniera”, come si sono affannati a scrivere i laudatori sotto dettatura, fra vecchio e nuovo, ma è, al contrario, un’evidente frattura che richiamerà traffico proprio nel punto nel quale, in tutte le città del mondo, dovrebbe essercene il meno possibile: il centro cittadino.

Sono decenni, ormai, che gli urbanisti insegnano che non si debbono costruire parcheggi nel centro, ma in aree contigue, marginali. Ma che volete che importi, di questi insegnamenti, al Sommo Architetto, ora anche Eccelso Urbanista? La laurea, ormai, l’ha presa e l’esame di Urbanistica e pianificazione territoriale l’avrà già sostenuto.

C’è, poi, la questione, non meno importante, del modo in cui il Sommo ha voluto inaugurare il parcheggio con sopra la colata di cemento, in Piazza Fera. Un modo che, a molti, ha fatto pensare al richiamo delle folle in epoca fascista, ha ricordato le adunate mussoliniane.

L’ispirazione, piccolo borghese, del Sommo Architetto è la medesima: un sindaco autoritario, semi-istruito, fintamente bonario, mite e dalla parte della plebe, non può che produrre opere e pensieri assimilabili alla dittatura cialtronesca e tragica di Mussolini.

Lo stile è sempre lo stesso di quelli dell’inaugurazione della statua (?) equestre (?) di Alarico, dei cosiddetti Bocs Art, del Castello (non più) normanno-svevo (ma rampa di lancio per l’ascensore-missile): adunata di folle (non sempre) plaudenti per glorificare il Sommo Architetto che, dall’alto della sua generosa e straordinaria sapienza, dona perle architettoniche ai suoi, ignoranti ma sicuramente grati, concittadini.
Come spesso accade la Storia, drammatica quella fascista, si ripete, nello specifico occhiutiano, in forma di farsa.

C’è, infine, una questione che riguarda la sicurezza dell’opera che non ha avuto, ancora, il collaudo ufficiale da parte degli organi preposti. Il Sommo dovrà assumersi la responsabilità della sicurezza della plebe che ha chiamato a raccolta per stasera, nel caso avvenga qualche malaugurato incidente.

Mi sento di chiedere pubblicamente, e con forza, agli oppositori, in Consiglio Comunale e fuori, di non partecipare in alcun modo a questa tragicomica inaugurazione sia per la oggettiva bruttezza e incongruità architettonica del disegno occhiutiano della piazza, sia per la forma, populista e antidemocratica, in cui il Sommo ha voluto che si tenesse.

Alberto Frisone