Cosenza, piazza XXV Luglio: ormai i cantieri “alla Occhiuto” stanno diventando una moda

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Da qualche giorno hanno avuto inizio i lavori di rifacimento della piazza XXV Luglio, a ridosso della statua del poeta Ciardullo, che si trova qualche centinaio di metri prima rispetto alla parte di via Roma che porta al parco Piero Romeo prima e alle scuole elementari dopo.

Il cantiere si presenta con una delimitazione fatta di paletti in ferro e rete rossa plastificata, che anche ad una prima occhiata superficiale dà immediatamente l’impressione della irregolarità, specialmente se si considera che il cantiere è collocato in una zona densamente frequentata da persone e mezzi.

Anche il più scartabellato piano di sicurezza, a nostro modestissimo avviso, avrebbe dovuto prevedere una adeguata recinzione di cantiere, utilizzando almeno dei pannelli in rete zincata e basette e non questi paletti di ferro che fanno realmente pietà e rendono bene l’idea della sciatteria e dell’improvvisazione che regnano sovrane a Palazzo dei Bruzi. Potremmo affermare che ormai a Cosenza stanno prendendo piede i cantieri “alla Occhiuto”, dove basta nominare il cazzaro per dare l’idea di pressappochismo, incapacità e volontà truffaldina diffusa.

In altre città solitamente si utilizza una recinzione con pannelli chiusi in modo da rendere il cantiere più sicuro rispetto ai pedoni. Ma probabilmente qui a Cosenza, sia il Direttore dei Lavori che il Coordinatore della Sicurezza ritengono che apprestamenti provvisori possano essere eseguiti in deroga ad ogni buonsenso e senza il rispetto della sicurezza e della incolumità delle persone. Tanto in procura sono tutti assoggettati allo strapotere di Occhiuto e lo stesso procuratore Spagnuolo, come ormai sanno anche i bambini, è debitore nei confronti del sindaco perché gli ha assunto il… nipote.

Altra nota dolente riguarda anche la segnaletica di cantiere molto carente e che non assolve doverosamente al compito di rendere edotti i pedoni sui possibili rischi legati alla presenza del cantiere. Tutto è ridotto ai minimi termini ignorando di fatto quelle che sono le linee guida sulla sicurezza dei cantieri mobili e temporanei.

Quanto all’apposizione del cartello dei lavori, anche questo risulta essere non a norma in quanto non riporta dati molto importanti quali: la data di inizio dei lavori e quella di ultimazione, l’importo dei lavori contrattuale e a base d’asta, il finanziamento dell’appalto ed altri dati obbligatori per legge. E qui entrano in campo anche altre responsabilità molto gravi da parte di chi non controlla. Ci sembra stranissimo che un cantiere in pieno centro cittadino non sia stato oggetto di controllo da parte dell’Ispettorato del Lavoro ma è del tutto evidente che, anche in questo caso, Occhiuto, grazie al suo potere sulla procura, controlla agevolmente anche questi uffici, che lo lasciano fare indisturbato.Dal cartello poi apprendiamo che l’appalto è della ditta Mirabelli Gianfranco, già famosissima perché ha costruito piazza Santa Teresa e ha iniziato a demolire piazza San Domenico, prima che i lavori si fermassero senza nessuna apparente giustificazione. La ditta Mirabelli, inoltre, ha costruito, a quanto ci dicono, anche il palazzo di via Giulia nel quale risiede il sindaco e – come diciamo a Cosenza – duepiùdue fa quasi sempre… quattro. E le stelle – come da copione – stanno sempre a guardare.