Cosenza, ponte di Calatrava: cosa si aspetta a sequestrare il cantiere?

Mentre loro festeggiavano gaudenti, in camicia bianca e con le note di un gruppo musicale anni Ottanta, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale dell’Annunziata l’operaio specializzato Raffaele Tenuta, per tutti Maurizio, stava morendo dopo essere caduto quattro mesi prima da un mezzo pesante sul cantiere del ponte di Calatrava.

The show must go on (lo spettacolo deve andare avanti) e pazienza se si deve festeggiare passeggiando su un cadavere. Non è nemmeno la prima volta e non sarà l’ultima. Maurizio era caduto addirittura alla fine del mese di marzo e ci sarebbe voluto addirittura il 7 aprile per far uscire fuori che era ferito senza peraltro specificare in quale cantiere era avvenuto l’incidente.

Nel frattempo, per le gravi ferite riportate alla testa dopo la caduta, versava in gravi condizioni e ormai neanche più cosciente nel reparto di Rianimazione: un’agonia terribile durata quattro mesi. Mai era capitato che una verità così pesante fosse nascosta per tutto questo tempo. The show must go on. Anche perché l’inaugurazione dell’antenna bussava alle porte. Silenzio, omertà.

Oggi che tutto è chiaro, la procura-porto delle nebbie non sequestra neanche il cantiere. Troppo pericoloso mettersi contro il sindaco, che non gradirebbe il provvedimento. Un po’ come hanno fatto per la piscina comunale di Campagnano dopo la morte del piccolo Giancarlo. Lo spettacolo deve andare avanti. Costi quel che costi.

Oggi il sindaco di Cosenza tace e fa finta di non sapere cosa si nascondeva dietro quella ignobile festa che è stata messa in scena mentre un operaio moriva. Silenzio, omertà. E allora è liberatorio pubblicare la foto del cazzaro mentre indossa finanche l’elmetto di protezione degli operai come da regola del cantiere nel giorno in cui si dava il via ai lavori dell’opera. Una beffa atroce che vi fa capire chi è quest’uomo.