Cosenza, porto delle nebbie: Sammarco vuol farsi giudicare dalla sua ex praticante

Franco Sammarco (Masson)
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Stamattina al porto delle nebbie (ore 12 per chi è interessato) va in scena una delle tante farse alle quali assistiamo fin dalla notte dei tempi. Ma stavolta, se possibile, si supera anche il limite della decenza.

Sono imputato in decine di processi per diffamazione e uno dei miei avversari più irriducibili è l’avvocato Franco Sammarco (Masson). In questa sede non mi interessa analizzare le motivazioni del contrasto con il soggetto. Tutti sappiamo che a Cosenza non è stata ancora scoperchiata la cupola politico-massonico-mafiosa che ammorba la città da decenni e chi ci segue sa perché anche la lobby degli avvocati è presente in questo patto scellerato.

L’aspetto che intendo denunciare pubblicamente è la modalità con la quale il Tribunale di Cosenza, in combutta con l’avvocato Sammarco, vuole procedere nell’accertamento della verità. Scrivevo ieri delle “avventure” del giudice Manuela Gallo, beccata con le mani nella marmellata per i contatti con l’avvocato del clan Mancuso, sottoposta a procedimento disciplinare, graziata e mandata a Cosenza http://www.iacchite.com/cosenza-manuela-gallo-il-giudice-che-piaceva-al-clan-mancuso/.

Ma non sono neanche questi i motivi della mia indignazione, tanto sono ormai note a tutti le degenerazioni dello stato deviato nella nostra realtà.

Manuela Gallo

L’aspetto tragicomico di tutta questa vicenda è che il giudice di questa controversia legale tra me e l’avvocato Sammarco sarà un giudice (Manuela Gallo appunto), che si è affacciata alla ribalta giudiziaria della città svolgendo attività di praticante nello studio legale di… Sammarco.

“… La dott.ssa Manuela Gallo nata a Cosenza il 29-7-1976 è stata iscritta nel Registro dei Praticanti Avvocati di questo Ordine il 10-11-2001 con abilitazione al patrocinio davanti i Tribunali del Distretto il 3-4-2003.

La stessa risulta aver fatto pratica legale presso lo Studio dell’avvocato Ernesto d’Ippolito dal 10-11-2001 al 1-3-2003 e presso lo studio dell’avvocato Francesco Sammarco dal 2-3-2003. Con delibera del 3-11-2005 è stata cancellata a domanda”.

Il giudice Gallo, dunque, per quasi tre anni, ha svolto pratica legale con l’avvocato Franco Sammarco e non serve essere avvocati o esperti della materia per sapere che chiunque espleta la pratica da un avvocato e poi diventa magistrato ha sempre una sorta di gratitudine nei confronti del maestro o del principe che dir si voglia.

Ora, mi rendo conto che un giudice, specie con le solite carenze d’organico, si possa anche trovare a dirimere controversie che vedono protagonisti indiretti i suoi ex datori di lavoro che difendono i loro clienti. Ma, vivaddio, non mi sembra davvero possibile che l’ex praticante diventata magistrato possa giudicare un processo nel quale il suo ex datore di lavoro è coinvolto in prima persona, in questo caso da accusatore.

Come facciamo poi a negare la circostanza che ci troviamo nella Repubblica delle Banane?

Avrei ancora tante cose da scrivere sul giudice Manuela Gallo e lo farò nel giro di poche ore ma in questa sede quello che voglio fare è lanciare un appello al “principe del foro” di Cosenza ovvero l’avvocato Franco Sammarco.

Avvocato, farsi giudicare in un processo da una sua ex praticante significa fare un po’ come la Juventus, che viene favorita continuamente dal potere arbitrale, vuoi per malafede e vuoi per sudditanza psicologica. Ma se il calcio è pur sempre un gioco, qui si tratta della credibilità delle istituzioni e dello stato, che lei dovrebbe difendere.

Se l’immagina l’avvocato Previti che si fa giudicare da una sua ex praticante nel frattempo diventata magistrato per una causa di diffamazione?

Capisco che gente come lei non si faccia scrupoli e che il fine giustifica i mezzi ma è mio interesse farla ragionare sotto il profilo umano e, perché no, anche professionale.

Sammarco, se lei si ritiene un uomo e non qualche surrogato del genere che citava ai suoi tempi Sciascia, chieda alla sua ex allieva di astenersi e lasciamo che a giudicare sia qualcuno che abbia quantomeno più serenità nel valutare le circostanze.

E se si ritiene un vero avvocato, consenta a chi viene accusato di difendersi adeguatamente e non davanti ad un giudice che ha già scritto la sentenza. Anzi, al quale lei stesso ha scritto la sentenza. Che gusto c’è a vincere una causa in questa maniera?

Ad un vero uomo ma soprattutto ad un vero avvocato queste cose dovrebbero fare ribrezzo.

Gabriele Carchidi

2 – (continua)