Cosenza, progetto Home Care Premium: i furbetti del welfare incassano bei soldini (e non lo dicono)

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Lo scriviamo da anni ormai che i truffatori e la gente senza scrupoli lucrano su tutto. Anche e soprattutto sui soldi destinati ai migranti, ai poveri “italiani” e specialmente sulle persone disabili o non autosufficienti. L’ultima truffa, della quale si sente parlare poco ma che è in pieno svolgimento, riguarda un progetto dell’Inps denominato Home Care Premium (HCP)– Assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti. Con ben 30.000 fruitori delle prestazioni e dei servizi previsti per il 2017.

Home Care Premium si rivolge ai dipendenti e ai pensionati pubblici, ai loro coniugi, parenti o affini di primo grado non autosufficienti.

Il progetto HCP intende rafforzare il sistema del welfare integrando gli interventi pubblici destinati alle persone disabili. A questo fine, prevede il coinvolgimento degli Ambiti territoriali sociali e/o di enti pubblici che prendano in carico le persone non autosufficienti residenti sui territori di propria competenza.

Il programma HCP consiste in due tipologie di prestazioni da parte dell’Istituto:

  • contributo economico mensile, denominato prestazione prevalente, da utilizzare quale rimborso delle spese sostenute per l’assunzione di un assistente familiare
  • servizio di assistenza alla persona, la cosiddetta prestazione integrativa, erogata attraverso la collaborazione degli Ambiti territoriali sociali (ATS) ovvero, in caso di inerzia degli Ambiti, da enti pubblici che abbiano competenza a rendere i servizi di assistenza alla persona e che vorranno convenzionarsi.

Home Care Premium 2017 ha la durata di diciotto mesi, a decorrere dal 1 luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018, e si accede al progetto di Assistenza domiciliare su domanda.

Dunque, l’Inps spende bei soldini da destinare ai bisognosi in difficoltà e lo fa su tutto il territorio nazionale e quindi anche a Cosenza. Tanti bei soldini di cui una buona parte finisce nelle tasche dei dipendenti del settore Welfare del Comune di Cosenza, come premio incentivante, dai 5 ai 20 mila euro l’anno. E’ tutto legale, certo, ma come sempre, anche nelle cose che sembrerebbero inappuntabili, si nascondono il trucco e l’inganno.

Ci siamo procurati le determinazioni dirigenziali del Comune di Cosenza Registro Generale 2815/2016. E poi quelle relative alla liquidazione delle spettanze al personale coinvolto nel progetto: det. dir. n. R.G. 596/2017, 2167/2017, 1367/2017, 1366/2017, 1531/2017, 1381/2017 (e ce ne saranno ancora).

Ora, senza sapere né leggere e né scrivere e ad uno sguardo appena appena superficiale a tutta la vicenda sorge subito spontanea una semplicissima domanda: perché nelle determinazioni dirigenziali non vengono pubblicati i nominativi dei dipendenti percettori dell’incentivo, a differenza di quanto accaduto, per inciso, con la determinazione dirigenziale G. n. 1417/2017 relativa ai piani di lavoro 2016, dove l’entità dei premi, molto meno consistenti, viene resa pubblica, dipendente per dipendente?

Già, perché? Dopo aver fatto tutto a regola d’arte, evidentemente, qualcuno ha scoperto il giochino e si è riempito le tasche. Iacchite’, tanto per cambiare, denuncia questa gravissima truffa all’opinione pubblica e si augura che siano i cittadini o qualche persona onesta all’interno del Comune a farci i nomi e i cognomi di questi dipendenti truffaldini, certamente guidati da qualche dirigente abituato alle truffe.

Non ci rivolgiamo alla magistratura perché lo sanno tutti che il procuratore Spagnuolo e i suoi pubblici ministeri sono tutti corrotti fino al buco del culo e se anche dovessero scoprire i nomi dei truffatori, si metterebbero d’accordo per prendersi la tangente. Così vanno le cose nel porto delle nebbie, lo sanno tutti e nessuno ormai si scandalizza più. Di conseguenza, ci facciamo giustizia da soli sputtanando i truffatori anche se restano impuniti per la giustizia buffona che abbiamo a Cosenza. Ormai quando passa Spagnuolo, come per il Pippo della canzone, ride tutta la città…