Cosenza, questione rom: le manovre del Comune smascherate e il triste destino del prestanome

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La vicenda del trasferimento delle famiglie rom di via Reggio Calabria in via Ugo Spirito (la parte iniziale di via Popilia) in un immobile diventato di proprietà di un certo William Settembrini (palesemente prestanome di qualcuno!) sta ormai diventando una sorta di barzelletta. Il Comune aveva maldestramente messo in moto un meccanismo senza senso, che non poteva certo passare inosservato e che ha scatenato i residenti in una sorta di caccia alla verità che più usciva fuori e più era imbarazzante per Occhiuto e i suoi scagnozzi.

Il bello è che i residenti di via Ugo Spirito hanno fatto il giro delle redazioni dei media per sensibilizzare tutta la città rispetto all’ennesimo scandalo di palazzo ma la risposta che hanno avuto è stata quella di passare per razzisti, quali non sono assolutamente. La forza persuasiva dei media di regime ha lasciato intendere ai fessacchiotti che la protesta dei residenti era mirata a non avere i rom di via Reggio Calabria per nascondere la verità, troppo scomoda e troppo imbarazzante per essere raccontata.

Visto che a Palazzo dei Bruzi non consentivano l’accesso agli atti per non far vedere chi ha vinto il bando dell’emergenza abitativa, determinante per entrare in possesso dell’immobile (a meno che Settembrini non soffra di problemi psichici per spendere 120mila euro per un rudere) e visto che anche i bambini capiscono che adesso Palazzo dei Bruzi ha tutto l’interesse a mandare al macello il prestanome della storia, siamo andati all’Agenzia delle Entrate e siamo entrati in possesso del preliminare di vendita di questo immobile di via Ugo Spirito, i cui lavori adesso sono stati bloccati dall’Ispettorato del Lavoro.

Abbiamo già spiegato chi è William Settembrini, il quale si era illuso di poter mettere a segno un bel “bait” da 35mila euro all’anno moltiplicato per dieci (http://www.iacchite.com/cosenza-questione-rom-prestanome-occhiuto/). Una volta sentita la puzza di bruciato (poverino, fa anche un po’ pena) si è precipitato a cancellare il suo profilo di Fb e tutte le foto e i documenti che potevano accostarlo a Palazzo dei Bruzi ma sono rimaste comunque abbondanti tracce delle sue consulenze gratuite all’assessorato di Rosaria Succurro nel 2012 e nel 2013 per non parlare di chi conosceva l’ambiente della comunicazione e sapeva perfettamente a chi rispondeva il soggetto.

Ancora una volta Occhiuto viene beccato con le mani nella marmellata e non gli rimane da fare, da vigliacco qual è, che scaricare tutte le colpe su chi si presta ai suoi traffici. Il signor Willliam Settembrini, da ultimo, lo si è visto girovagare (quasi rassegnato al suo destino) nel borgo di Donnici durante l’edizione 2017 della Sagra del vino insieme al codazzo della Succurro, del marito “comunista col culo degli altri” e della direttrice artistica dell’evento. Sappiamo tutti chi comanda a Donnici… è facilissimo fare 2+2 anche se non sempre fa… quattro. Qualche volta fa anche tre! Al signor Settembrini, per quello che vale, diamo la nostra solidarietà. Prima o poi da qualcuno sarebbe stato smascherato: è il triste destino che spetta a chi fa da sponda al cazzaro diabolico e ai coniugi più papponi del mondo.