Cosenza, qui Piazza Fera: un cortile in mezzo ai palazzi

Foto FRANCESCO GRECO da Cosenza Informa
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Il restyling di Piazza Fera divide la città e i cosentini. C’è a chi piace e c’è a chi non piace. A noi di Iacchite’ non solo non piace ma provoca decisi conati di vomito ogni volta che la vediamo ed è per questo che l’abbiamo ribattezzata “ecomostro”. Del resto, la quantità di cemento che è stata buttata nella piazza giustifica pienamente l’appellativo.

In questo contributo che diamo alla causa, ospitiamo tre riflessioni che non sono “estreme” come le nostre ma che spiegano alla grande lo sfacelo che saremo costretti a sopportare fino a quando qualcuno non si deciderà a toglierci dai maroni questo cazzaro di sindaco che ci ritroviamo. Ci rendiamo conto di pubblicare materiale che dà molto fastidio ai fan del sindaco ma, con tutto il rispetto, non ce ne può fregar di meno…

Il primo contributo è di un architetto competente. Si chiama Sergio De Luca Rizzuti.

Eliminare uno squallido piazzale adibito a parcheggio è sicuramente apprezzabile, ma questo non basta ad annullare ogni eventuale considerazione in disaccordo col progetto e ormai a Cosenza chi esprime giudizi non in linea con Occhiuto è gufo, rosicone e cattivone.

La piazza architettonicamente è debole nonostante le cosiddette vele che a me sembrano ferite aperte. Vele che dovrebbero ispirare leggerezza, ma che di fatto tappano due dei quattro lati. La piazza in sè non ha nulla e il compito di sollevarla e di caratterizzarla è affidato inutilmente a queste “vele”.

Ora, le mongolfiere la abbelliscono un po’, ma passeggiando sotto, la magia di alcune foto che avevo visto, sparisce. La piazza è una strada ormai, una trasversale che unisce corso Mazzini a via Caloprese. Anche la pavimentazione poteva avere un disegno, invece sembra una cementata. Chissà che si dovrà escogitare fuori dal periodo natalizio, scommetterei che le mongolfiere le lasceranno un bel po’… La politica del fare a prescindere, si allontana moltissimo da interventi urbanistici/architettonici che regalano bellezza e poesia. Architettonicamente una bella occasione persa”.

Questo invece è il parere dell’avvocato penalista Paolo Pisani.

“Il gusto, e dunque il piacere, non dipende dallo studio o comunque non solo dallo studio che contribuisce ad una piccola parte del piacere. Per cui non troverai mai giudizi unanimi su qualsiasi cosa oggetto di una valutazione estetica. Pertanto, il piacere non corrisponderà mai a verità assoluta. Detto ciò, piazza Fera è migliorata rispetto alle autovetture che la occupavano precedentemente, ma a mio avviso, si poteva fare meglio. In particolare sui muri che ostacolano la visuale e sui negozi sfortunati posizionati a ridosso. Se avete prestato attenzione, le inquadrature dall’alto sono quelle sbandierate. Sarà difficile che voi possiate vedere una pubblicità della piazza dalla salita dell’autostazione! Piuttosto, vi siete mai chiesti quanto è costata?“.

Infine, un libero cittadino, Silvano Greco.

“Io non sono un architetto ed a volte questo è un bene. Al di là del fatto che Occhiuto è una persona che ha fatto fallire tante aziende e tante persone ha rovinato, al di là del fatto che al Comune ci sono solo i suoi amici e che da oggi ci sarà un nuovo parassita sulle vostre spalle…io avrei preferito vedere una villa tipo viale Trieste al posto di un cortile in mezzo ai palazzi. Sembra che se la piazza non piace si è contro il vostro sindaco…questo vuol dire che è stato bravo a rendervi suoi fan, e che è riuscito ad accentrare l’attenzione di tutto su di lui… Mah!”.