Cosenza, randagismo e adozioni senza regole (di Giacomo Anelli)

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E’ straordinario come a Cosenza, e dintorni, coloro che dovrebbero conoscerle, ignorano proprio le norme che regolano le adozioni ed il randagismo.

In primis la Pubblica Amministrazione e cioè il Comune di Cosenza, che attraverso il suo delegato Massimo Bozzo, afferma che l’attività del Comune non è affatto caratterizzata “da inerzia”. Bozzo evidentemente ignora quanto, invece, avrebbe dovuto fare secondo il proprio Regolamento comunale, adottato con delibera n. 58 del 14.12.2011, il quale:

  1. all’art. 2 comma 1 afferma che “Il Comune provvederà a curare un’apposita banca dati on-line dove verranno pubblicate le foto e le caratteristiche dei cani che possono essere adottati.”;

Di tale banca dati non si rinviene neppure l’ombra.

  1. all’art. 2 comma 2 afferma che “Chiunque sia interessato ad un’adozione, potrà accedervi attraverso il sito web del comune e visionare i cani ricoverati e pronti all’adozione. Il personale specializzato della struttura di ricovero sarà a disposizione per aiutare e consigliare nella scelta del cane più adatto alle capacità ed esigenze dell’aspirante all’adozione, assicurando altresì assistenza durante gli incontri iniziali con il cane stesso”.

Nessuno, non potendo visionare un sito web inesistente, pare abbia mai visionato cani, si sia recato presso il canile per avere degli incontri iniziali con il cane scelto, men che meno pare vi sia del “personale specializzato” a tal fine.

  1. all’art. 4 comma 2 afferma che “L’ufficio comunale preposto provvederà a verificare periodicamente, anche con l’ausilio della polizia municipale, le condizioni di detenzione del cane.”;

Non pare che mai l’ufficio comunale preposto (quale?) abbia verificato le condizioni di detenzione di cani che, ovviamente, mai sono stati affidati con tali procedure.

In sostanza, i proclami del Comune si riducono ad una assoluta mancanza di iniziativa in proposito, se non un Fido T’affido organizzato in assenza di rispetto alle regole date dal Consiglio Comunale con lo stesso Regolamento.

Dell’ASP non ne parliamo neppure. La responsabile dr.ssa Bonofiglio, se non è stata in grado di far rispettare le regole presso il canile di Mendicino Terredonniche, non possiamo pensare che le faccia rispettare a Cosenza.

AIC (Associazione Adottami in Calabria), strenuamente attaccata ad un Fido T’Affido, che Bozzo dichiara non volergli affidare, che, come detto, è del tutto praticato nel dispregio delle regole.

Non è che forse l’unica cosa che interessa a tali soggetti è proprio quanto dichiara la presidente AIC tra le priorità e cioè “… l’ambizioso progetto di una conversione della struttura sanitaria di Donnici in ospedale veterinario della provincia sotto la gestione dell’ASP”?

Se fin’ora, con i fondi destinati ai canili, i cittadini calabresi spendono un centinaio di milioni all’anno, soldi spesi senza alcun controllo sia dei Comuni che dell’ASP, oggi avremo una struttura ospedaliera che ingoierà molti più milioni di prima. Con buona pace delle regole.

Avv. Giacomo Anelli