Cosenza-Rende, la politica delle chiacchiere

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Nella mia vita, con pregi e difetti, ho masticato anche per tradizioni familiari ed impegni personali diretti politica ad alti livelli, ma anche quella quotidiana del “marciapiede”, conoscendo centinaia di persone, oltre ad avere contezza del materiale umano con cui andrò a confrontarmi in futuro.

Ieri sera un esponente regionale del PD mi ha “invitato”, palesemente infastidito dai miei interventi pubblici, a non interessarmi del Comune unico, confermando in pieno la teoria secondo la quale non ci sono nobili interessi dietro questa proposta indecente. L’obiettivo è sempre più chiaro, ma se ci fate caso tanti altri consiglieri regionali e parlamentari non sono ancora intervenuti in questa direzione, perché non sono noti ad oggi i costi-benefici di questo eventuale tentativo di fusione di alcune realtà municipali della nostra area urbana.

Quale sarà il futuro nome? Come incideranno sulle tasche dei cittadini i debiti accumulati nel corso di questi anni dai vari Comuni? Che fine farà il personale e come verrà collocato? I servizi miglioreranno o peggioreranno e come verranno gestiti o rimodulati? A quanto ammontano i contributi statali ed europei per un eventuale comune unico che non rientra nelle aree metropolitane? E’ proprio vero come ci ricorda il grande e compianto Totonno Chiappetta che “a vucca e’ na ricchizza”.

Sergio Tursi Prato