Cosenza-Rende, un’unica città (di Sergio Nucci)

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Un’unica città

La richiesta da parte di centinaia di cosentini di convocare un consiglio comunale che discuta sulla possibile fusione delle città di Cosenza e Rende, non è stata ancora iscritta nell’ordine del giorno del consiglio comunale della città dei Bruzi.

Eppure il dibattito, apertosi in città sull’ipotesi di conurbazione, aveva raccolto interesse e sostegno in settori politici eterogenei, tutti accomunati nell’idea che i vantaggi di un simile progetto, avrebbero travolto il pregiudizio che lo accompagna da sempre.
Finanche nelle amministrazioni dei comuni interessati, l’idea di avviare una riflessione su questa eventualità ha trovato autorevoli sostenitori bipartisan. Cosenza ha addirittura approvato una delibera sulla fusione, la n°63 del l’8 maggio 2017. Ma nonostante questo importante adempimento, il consiglio comunale della città capoluogo non è stato ancora investito della questione.

Come Buongiorno Cosenza, abbiamo favorito la raccolta delle firme per richiedere l’iscrizione del punto all’ordine del giorno per due semplici ragioni: da un lato, ci convincono i motivi ed i vantaggi per i quali si dovrebbe ricercare un’unione tra entità geograficamente separate ma unite da storia e prospettive e dall’altro, dalla consapevolezza che, quanto più dal basso nasce un’esigenza unificatrice, ovvero dagli stessi cittadini, tanto più la politica dovrebbe assecondarla ed infine guidarla nei processi realizzativi e nelle prospettive di sviluppo.

A questo punto ci sentiamo chiamati in causa a sollecitare, unitamente a quanti in questi giorni lo hanno già fatto, in primis al movimento Io Partecipiamo, di avviare nelle varie assisi comunali un sereno, franco, proficuo ed imparziale ragionamento sull’intera questione. E solo dopo affidare ad un auspicabile pronunciamento popolare la decisione ultima se proseguire sull’idea della fusione o rinunciare a questa opportunità.
Siamo sempre più certi che, in un momento così delicato per la vita del Paese nel quale le spinte scissioniste, legate a pericolosi populismi, riaffiorano soprattutto in realtà più fortunate e ricche, in territori come il nostro un segnale di civiltà e di controtendenza debba essere esaltato e valorizzato, mettendo da parte campanilismi e progettando assieme il futuro dei nostri figli.

Sergio Nucci – Buongiorno Cosenza